Corruzione all'Ars, decisione rinviata sulle intercettazioni

Corruzione all’Ars, utilizzabilità delle intercettazioni: decisione rinviata

corruzione Ars
Si torna in aula il 6 maggio

PALERMO – Il processo è stato rinviato al prossimo 6 maggio. Quel giorno si saprà se il giudice per l’udienza preliminare riterrà le intercettazioni utilizzabili (come vuole l’accusa) o inutilizzabili (come richiede la difesa).

Rinvio al 4 maggio

Due giorni prima, il 4 maggio, inizierà il processo che vede imputati Gaetano Galvagno e l’autista dell’Ars Roberto Marino. Hanno chiesto il rito immediato. In caso di dichiarazione di inutilizzabilità le stesse intercettazioni uscirebbero dal processo di Galvagno, che risponde anche di peculato. La difese, infatti, solleverebbero la stessa questione.

Scontro sulle intercettazioni

Il tema della inutilizzabilità è stato avanzato dalle difese nel corso dell’udienza preliminare a carico di Sabrina De Capitani, ex portavoce di Galvagno, dell’imprenditrice Caterina Cannariato, della dipendente della Fondazione orchestra sinfonica siciliana Marianna Amato e del manager della comunicazione Alessandro Alessi.

Il processo è stato rinviato al 9 maggio perché la Procura ha prodotto della documentazione su cui la difesa deve replicare prima che il giudice decida se farla entrare nel fascicolo.

Lo scontro fra accusa e difesa riguarda le intercettazioni sulla vicenda Cannes da cui è partita l’inchiesta sui casi di corruzione all’Ars. Lo scorso giugno è stata archiviata l’inchiesta nei confronti di Lucia Di Fatta, allora dirigente generale del Dipartimento turismo della Regione siciliana, Nicola Tarantino, responsabile di Sicilia film Commission, e Calogero Franco Fazio, dirigente del Turismo ad interim.

Nel corso delle indagini saltò fuori il nome di De Capitani e partì il secondo filone sul finanziamento pubblico di eventi in cui sarebbero state favorite persone vicine al presidente dell’Ars.

Dal caso Cannes alla corruzione all’Ars

Gli avvocati Fabio Ferrara, Vincenzo Lo Re, Mario Monaco, Giada Traina e Luigi Montagliani, sostengono l’inutilizzabilità delle intercettazioni sotto un doppio profilo: nella vicenda di Cannes non fu commesso alcun falso legato all’esclusività del progetto affidato ad Absolute Blue, così come sancito dall’archiviazione, e per potere utilizzare le intercettazioni originarie bisognerebbe provare l’esistenza di un unico disegno criminoso che partiva da Cannes per proseguire con le altre vicende.

A completare il quadro dei processi c’è quello che vede imputata l’assessora Elvira Amata. Prossima udienza il 9 marzo.


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