CATANIA – “La soglia minima di investimento non inferiore a 250.000 euro prevista dal “Bando Srd 01 sugli Investimenti produttivi agricoli” dell’assessorato regionale all’Agricoltura, rappresenta un’anomalia unica nel panorama nazionale. Discostandosi dal Complemento di programmazione per lo sviluppo rurale della regione siciliana che stabilisce una soglia minima di 20.000 euro di investimento.
Si tratta, sostanzialmente, di una soglia che è 14,5 volte superiore a quella stabilita mediamente dalle altre Regioni”. Lo dichiara il deputato regionale del gruppo Mpa-Grande Sicilia, Giuseppe Lombardo.
Lombardo: “Squilibrio e contraddizioni”
“Un produttore agricolo siciliano – spiega Lombardo – a differenza di quanto accade per un produttore agricolo calabrese, campano, sardo, friulano o emiliano, non può pianificare un investimento di 30, 40, 50, o 100.000 euro. Perché il bando della Regione Siciliana esclude a monte questa tipologia di investimenti, laddove, invece, nelle altre regioni italiane ciò è consentito. Uno squilibrio e uno svantaggio in termini anche di competitività rispetto al resto d’Italia.
Generati da un bando che contiene contraddizioni logiche nella misura in cui richiede il requisito minimo di accesso della produzione standard pari a 8mila euro annui di fatturato a fronte di un investimento minimo di 250mila euro. Cioè 31 volte superiore a quello che si guadagna annualmente. Una misura – sostiene Lombardo – ingiusta, iniqua, che non ha alcun rilievo sociale se non quello di avvantaggiare pochissime grandissime aziende agricole siciliane”.
L’interpellanza
“Il tutto a discapito dei piccoli produttori che vedono vanificare le aspettative di investimenti adeguati, tra l’altro in un contesto nel quale già l’agricoltura è stata messa a dura prova da danni climatici, siccità, grandine, e, di ultimo non meno grave, il catastrofico ciclone Harry”.
“Per queste ragioni – annuncia il deputato autonomista – ho presentato una interpellanza al governo regionale che mette in luce tutte queste criticità, chiedendo anche conto degli studi, delle analisi di contesto economico e di impatto che stanno alla base delle scelte del bando in questione”.

