Ok del Consiglio dei ministri alla Finanziaria della Sicilia: cosa c'è

La Finanziaria passa l’esame del Cdm, nessuna impugnativa

Palazzo Chigi
Dagnino: "Non solo conti in ordine ma anche buone leggi"
LA LEGGE DI STABILITà
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PALERMO – Semaforo verde del Consiglio dei ministri alla Finanziaria 2026-2028 messa a punto dal governo Schifani e approvata dall’Ars a fine 2025. Il governo nazionale, nel suo consueto esame delle leggi regionali, ha deciso di non impugnare l’ultima legge di stabilità della Sicilia e il bilancio triennale di previsione.

Soddisfatto il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani: “La decisione del Consiglio dei ministri di non impugnare, per il secondo anno consecutivo, la legge di stabilità e il bilancio di previsione 2026-2028 conferma il percorso virtuoso intrapreso dal mio governo nella gestione dell’equilibrio dei conti pubblici e riconosce il rigoroso controllo che abbiamo esercitato sulla legittimità della legislazione finanziaria”, dice.

Il governatore poi aggiunge: “Si tratta inoltre della terza manovra consecutiva approvata senza fare ricorso all’esercizio provvisorio: una netta inversione di tendenza rispetto a pochi anni fa”.

Dagnino: “Conti in ordine e qualità delle leggi”

“Ancora zero impugnative sulle leggi della Regione in materia finanziaria”, commenta soddisfatto sui social l’assessore all’Economia Alessandro Dagnino. “Non solo equilibrio nei conti ma anche qualità della legislazione”, conclude. Il totale della manovra era di 1,5 miliardi di euro. Una Finanziaria che ha tre punti cardine per quanto riguarda gli interventi di politica economica: la norma sulla decontribuzione, quella sul ‘Sicily Working’ e la SuperZes siciliana.

Dagnino e Schifani
Alessandro Dagnino e Renato Schifani

La decontribuzione per le assunzioni, come funziona

La misura sulla decontribuzione prevede l’erogazione di contributi alle imprese che realizzano nuove assunzioni in misura pari al 10 per cento del costo del lavoro, contributo che viene elevato al 15 per cento nel caso di assunzione di donne o over 50. Il budget è di 221 milioni all’anno per tre anni.

Il ‘Sicily Working’

Altri 21 milioni di euro sono destinati dalla Finanziaria a favorire il Sicily working. Le imprese dell’Unione europea che assumeranno lavoratori permettendo loro di lavorare a distanza potranno ottenere un contributo fino a 30mila euro. All’interno di questo stanziamento, tre milioni di euro sono stanziati per la realizzazione di co-working attraverso il riadattamento di immobili pubblici e di enti ecclesiastici in disuso e l’acquisto di arredi e attrezzature.

La SuperZes siciliana

La SuperZes, infine, punta a potenziare la Zona economica speciale unica sul territorio siciliano attraverso semplificazioni amministrative, procedure più rapide e dieci milioni di euro in più per rafforzare il credito d’imposta a sostegno degli investimenti produttivi.

Gli investimenti sulla casa

Con la manovra è stato approvato anche un pacchetto da 15 milioni di euro per stimolare gli investimenti delle famiglie sulla casa: ristrutturazioni e riqualificazioni energetiche sono gli investimenti che vengono premiati, con una particolare attenzione ai centri storici e alle giovani coppie.

Il sostegno all’editoria

Tre milioni sono stati stanziati per l’editoria giornalistica e uno per l’editoria libraria. Il contributo alle imprese editoriali ora ha un suo capitolo di bilancio ed è stato garantito per tre anni.

Le norme sul precariato

Sul fronte della lotta al precariato, invece, la manovra ha fatto registrare l’aumento, per il 2026, delle giornate dei lavoratori forestali stagionali. Con uno stanziamento di 40 milioni di euro, tutto il comparto lavorerà 23 giorni in più. Approvata poi la stabilizzazione dei 270 trattoristi dell’Esa. I contratti part-time dei lavoratori degli ex Pip sono stati livellati tutti a 25 ore. Via libera, inoltre, all’aumento di due ore per gli ex precari stabilizzati degli enti locali siciliani.


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