La Rocca Ruvolo: "Iacolino si sentiva protetto politicamente"

“Iacolino si sentiva protetto: molti fingevano di non vedere”

Margherita La Rocca Ruvolo, Forza Italia e le risposte sulle questioni che scottano

PALERMO – “Iacolino si sentiva protetto politicamente, molti fingevano di non vedere. Schifani forse si è fidato della persona sbagliata”. Sono le parole di Margherita La Rocca Ruvolo, Forza Italia, non di un’esponente dell’opposizione.

È considerata la donna di ferro della maggioranza, la ribelle, la “rompiscatole” per alcuni. Da anni deposita interrogazioni ed esposti sull’operato di Salvatore Iacolino, il dirigente generale del dipartimento di pianificazione dell’assessorato alla Salute finito sotto inchiesta per concorso esterno e corruzione aggravata. Entrambi militano nello stesso partito, “Iacolino non proprio”, precisa la deputata, “da tempo era vicino alla Lega”. L’intervista.

Lei ha detto, all’Ars, che la magistratura per una volta è arrivata dopo
“Io ho depositato atti parlamentari, sembrava strano essendo nella maggioranza, ho fatto interrogazioni a cui non mi sono state date risposte. Non mi aspettavo l’accusa di concorso esterno, riguarda altri ambiti, ma su tutto il resto c’erano molti elementi sotto gli occhi di tutti. Io ho fatto interrogazioni su un modo illecito, quasi criminale, di gestire la pianificazione strategica dell’assessorato alla Salute”.

Sono affermazione pesanti le sue. Ha iniziato tempo fa attaccando la nomina di Iacolino, perché?

“A mio modo di vedere non aveva i requisiti, c’era un vulnus nella sua dichiarazione. L’avviso pubblico chiedeva al candidato di dichiarare , sotto la propria responsabilità, di ‘Non essere stato, in quanto dirigente pubblico e/o privato, licenziato per giusta causa’. Iacolino era stato destinatario di un provvedimento di revoca dall’Asp di Siracusa. Aveva sanato la situazione dal punto di vista amministrativo ma non dal punto di vista giuridico: risultava e risulta licenziato licenziato per giusta causa”.

Questa sarebbe un’irregolarità

“Sì, ma comportava l’inconferibilità dell’incarico, mi sono mossa analizzando il bando e rivolgendomi a un amministrativista”.

Il contrasto con Iacolino come nasce?

“Io ho capito subito che non era un tecnico ma faceva una politica molto spinta e non era un dirigente, si era sostituito all’assessore, gestiva l’assessorato. Tutto nasce dal fatto che tenevo gli occhi aperti su ciò che faceva”.

Uno dei temi caldi è quello della contrattualizzazione dei posti letto
“Sì, non ha atteso il Cga e ha contrattualizzato 40 posti letto per la riabilitazione alla società Arcobaleno su Siracusa, la mia interrogazione nasceva da questo, quei posti non potevano essere contrattualizzati e un suo familiare è andato a lavorare in una delle strutture”.

Nessuno vedeva cosa sarebbe accaduto?

“Lui non nascondeva neanche gli interessi privati: li vedevano tutti”.

Altro tema caldo sono le gare

”L’Anac ha sancito il principio della rotazione, io ho inviato le carte all’Anac, perché dava gli incarichi alla stessa persona, con compensi importanti, si è mossa anche la commissione Antimafia e ho richiesto una commissione speciale di inchiesta, è stata firmata anche da deputati di maggioranza”.

Cosa è accaduto, secondo lei, nella gara degli elicotteri?

“Il Rup è stato sempre lo stesso e non aveva competenze. Ha preso il suo solito Rup e lui, senza competenze, ha pagato un’altra consulenza come supporto. Queste cose erano evidenti”.

Le tensioni però sono esplose col caso della professoressa Gallo e il ritardo degli esami istologici.

“Era un accumularsi di cose, lui si è mosso con una disinvoltura che lasciava basiti. Lo si è voluto coprire, perché Ferdinando Croce ha mandato una nota in cui diceva di essere preoccupatissimo, questa nota l’ha avuta la commissione Sanità, che non si è mossa, lui doveva essere inchiodato alle sue responsabilità. Cosa nega? C’è una data, sono fatti”.

Però tutto andava avanti come se nulla fosse, secondo lei?

“Esattamente, lui era sicuro di sé e si sentiva protetto politicamente”.

Quando parla di protezione a chi si riferisce?

“Anche ad altri colleghi, in commissione Sanità ce lo siamo ritrovati con atteggiamenti particolari, oggi sono molto preoccupata per quello che accade nella nostra regione, con questi assessorati gestiti in questo modo, abbiamo una sanità che chiede a gran voce risposte”.

La Sicilia è in fondo alle classifiche per i Lea
“La Sicilia è risultata tra le ultime d’Italia, lui è come se la questione non fosse sua, aveva in mano la nostra salute e nessuno ha chiesto conto dell’operato di questa persona. Si è occupato di sanità dall’inizio di questa legislatura, se i nostri cittadini sono contenti di come sta funzionando la nostra sanità e di come sono stati spesi i fondi, allora va bene”.

Lei parla come quasi nessuno della maggioranza, sembra un’esponente dell’opposizione

“Io rappresento i cittadini e ho competenze nella sanità, ho presieduto la commissione per tanti anni, adesso ho appreso del Ciapi e farò un altro accesso agli atti. Io faccio interrogazioni da due anni, sono stata anche lasciata sola, quando l’ho chiesto ci sono state scuse per non firmare”.

Lei è stata ascritta da qualcuno nelle ‘truppe’ di Giorgio Mulè.
“Ma quando mai, Mulè ha fatto il mio stesso lavoro, qui non ci sono le truppe, c’è un operato che si deve portare avanti per la Sicilia e per i siciliani. La salute è il primo di questi diritti. Io ho provato a dirlo al presidente, che magari ha creduto a lui e lo ha premiato mandandolo in un policlinico prestigioso come quello di Messina. Per prima cosa devo rispondere alla mia coscienza, al mio mandato e al partito e quello che è accaduto non è normale”.

Tutti stanno gridando allo scandalo

“C’era un preludio di quello che sarebbe accaduto, dal punto di vista politico e amministrativo c’erano troppe cose evidenti”.

Altro caso è quello dei comandati

““Ci sono persone comandate, oltre alla figlia; ha fatto vincere il concorso anche al figlio. Una cosa fatta in famiglia, ma queste cose avvenivano nella normalità”.

Lei ha puntato il dito anche contro Forza Italia?

“No, Iacolino ha militato con noi e negli ultimi mesi era molto vicino alla Lega, si era già organizzato con loro, uno che doveva essere super partes e che non doveva fare politica, con un ruolo da tecnico. Lui faceva politica, ad Agrigento, cercando di distruggere me e il collega Gallo. Il problema sono gli atti amministrativi che ha portato avanti”.

Cosa sta succedendo nel partito?

“Nulla di particolare penso, o la gente si è ormai assuefatta, neanche reazioni ho visto, si va avanti come se certe cose non ci appartenessero. Non ho parlato col presidente, si sarà sentito tradito, forse, sicuramente ha affidato la sanità alla persona sbagliata. Iacolino ha gestito 10 miliardi l’anno e i siciliani sono in fila per farsi curare, devono rivolgersi al politico di turno, è un quadro desolante”.

Cosa direbbe al presidente Schifani?

“Di aver avuto troppa fiducia in questa persona, di non aver ascoltato gli altri, ho provato un paio di volte a dirglielo, non voglio creare fastidio a nessuno. Ma devo dire che non sono stata mai redarguita e queste cose le ho dette in un incontro con Tajani, alla famosa riunione di gruppo”.

Altro fronte che ha aperto è quello dell’assessorato alla Famiglia
“Ho pronto l’accesso agli atti per le consulenze date a uomini della Dc per progetti che non hanno contribuito ad aiutare il territorio, penso al registro unico delle organizzazioni di volontariato, 43.200 euro una consulenza, poi per agevolare i distretti, 55 distretti sociosanitari, i nomi sono tutti della Dc”.

Quali saranno le prossime mosse?

“Non so chi sarà il successore, ma bisogna vigilare nelle varie Asp affinché ci sia una risposta sanitaria adeguata. Il mio ruolo è quello di denuncia e di dire come stanno le cose”.

Continuerà a passare per la ‘ribelle’ di Forza Italia, allora?

“Se questa è ribellione, che ben venga! Ci metto la faccia davanti ai siciliani per dire che non siamo tutti uguali”


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