PALERMO – “Oggi facciamo i conti, vediamo chi è il più forte. I legni ve li facciamo sparire”. E’ un botta e risposta a colpi di video, foto e didascalie che parlano chiaro: quella in corso è una vera e propria ‘competizione’ innescata tra i quartieri palermitani su chi realizzerà la vampa di San Giuseppe più grande. Un sfida che trasforma, ancora una volta, una tradizione in pericolo pubblico.
Forze dell’ordine e Rap in azione
L’allarme a Palermo cresce e le forze dell’ordine e la Rap sono già al lavoro da giorni per evitare il peggio. Enormi cataste di legna vengono rimosse quotidianamente dall’azienda, che con il coordinamento della questura sta intervenendo anche in queste ore per ripulire intere aree, soprattutto nei quartieri periferici della città.
Legna, mobili ed elettrodomestici pronti da bruciare
Soltanto nell’ultima settimana sono già state portate via cinquanta tonnellata di legname, ma pronti per essere dati alle fiamme c’erano anche materassi, divani, sedie, tavoli e vecchi elettrodomestici, luminarie, una statua. L’obiettivo è contrastare il fenomeno dei falò non autorizzati che già negli scorsi anni hanno provocato danni gravissimi, dando anche vita a guerriglie urbane.

Vampe di San Giuseppe, la sfida sui social
Materiali raccolti ormai da settimane e trasportati tramite i cassonetti per i rifiuti, con video puntualmente finiti sui social in cui i protagonisti sono, nella maggior parte dei casi, bambini e adolescenti. La sfida sembra partire dallo Sperone: “Zen e Ballarò, non avete dove andare”, “Zen, non ci prenderete mai, Sperone number one”. Sotto la scritta scorrono le immagini dei ragazzini che spingono i cassonetti della Rap pieni di legna e altri rifiuti, uno di loro tenta anche di sradicare un piccolo albero.

La risposta dallo Zen
L’appuntamento viene ricordato da un altro quartiere: “Alla Marinella ci vediamo il 19”, ad accompagnare la scritta sono le emoji delle fiamme, un messaggio inequivocabile. La risposta dallo Zen non si fa attendere. “Qui tutto pronto, vediamo chi comanda. Sperone stiamo arrivando”. Anche in questo caso, appaiono le immagini di un terreno ricoperto di pedane di legno, porte, resti di mobili, vecchie poltrone, frigoriferi. I ragazzini lanciano enormi pezzi di legno, vecchie persiane, mettono da parte cassette per la frutta, cuscini, resti di mobili.

“A Brancaccio siamo superiori”
E da Brancaccio si chiama in causa Ciaculli: “Siamo sempre superiori. E’ solo questione di tempo. Brancaccio comanda, Ciaculli si addanna”. Stavolta il video immortala i rifiuti già in fiamme e c’è chi precisa: “Questo è solo un antipasto, siamo sempre stati superiori a voi e lo saremo sempre”. Anche all’Albergheria nelle scorse ore sono stati accesi i primi falò illegali. Tra i mezzi parcheggiati, i passanti e gli automobilisti, cataste di legna sono stati bruciati provocando denso fumo nero e fiamme alte: “Ecco il primo – scrivono – non ce n’è per nessuno, numeri uno”.

“A Ballarò ci hanno sequestrato i legni”
Qualcuno commenta: “I migliori al Michelangelo li fanno”, ma c’è chi spiega che “a Ballarò hanno sequestrato i legni, ne avevamo di più. Se non sapete non parlate”. E in effetti, la Rap è entrata in azione già l’11 marzo in diverse aree della città: via Castello, piazza Sant’Anna al Capo, nella zona dell’ospedale Civico, via Collegio di Maria al Borgo Vecchio, via Principe di Scordia, via Messina Marine, via Li Puma, via Verdinois, via Tiepolo, largo Medaglie d’Oro, via Lodato, via Antonio Ugo, via Albergheria, via Di Vittorio, via Placido Rizzotto, piazza Bandi, via Albiri/Cingallegra, via Mario D’Aleo, via Mulini, via Palmerino, via Primo carnera allo Zen 2.

Gli altri interventi della Rap
In queste ore le squadre sono impegnate in via Pecori Giraldi e in altre aree del quartiere Sperone con pale e ruspe e la soglia d’attenzione delle forze dell’ordine resta alta in attesa di domani sera, 18 marzo, quando, probabilmente, le vampe verranno ugualmente accese nei vari quartieri. Nel frattempo, un appello è stato lanciato dal parroco della chiesa Santa Teresa della Kalsa, dove negli anni scorsi si è scatenato il caos con sassaiole e violenza nei confronti dei vigili del fuoco, polizia e carabinieri.

Il parroco: “Rituali che non c’entrano con la fede”
“Rivolgo un invito accorato a tutti i palermitani affinché – ha detto Don Giuseppe Di Giovanni – prevalga il buonsenso civico. Le cosiddette “vampe” di San Giuseppe sono rituali che nulla hanno a che vedere con la vera fede e che, in passato, hanno causato gravi danni a persone e beni pubblici. San Giuseppe rigetta ogni forma barbara, pagana o superstiziosa. Invito tutti a seguire la processione nel segno dell’ordine pubblico. La vera devozione si esprime nel rispetto del prossimo e della nostra città”.

