PALERMO – I lavoratori interinali dell’Ast sono in sit-in davanti all’Assemblea regionale siciliana. Una cinquantina, circa, i manifestanti. Tra loro gli autisti che in questi anni hanno garantito il servizio dietro un contratto a tempo, stipulato con una società interinale che ha un rapporto con l’Azienda siciliana trasporti. A rischio 35 posti di lavori in virtù della decisione del Cda di non rinnovare alcuni dei contratti in scadenza.
Una bara come simbolo della ‘morte’ dell’Ast
I lavoratori hanno portato anche una bara, “simbolo della morte dell’Ast”, storica azienda dei trapsorti partecipata al 100% della Regione. Sotto a Palazzo dei Normanni anche uno striscione con un appello al presidente della Regione, Renato Schifani: “Solo tu puoi salvarci”, si legge.

I posti di lavoro a rischio
La comunicazione sui contratti da non rinnovare è stata fatta dall’Ast alla alla Temporary Spa (oggi Attal group) pochi giorni fa. Oggi, martedì 24 marzo, si sarebbe dovuta tenere l’audizione del presidente dell’Ast, Luigi Genovese, in commissione Ambiente, territorio e mobilità ma l’appuntamento è saltato. Genovese, infatti, ha scritto al presidente della commissione, Giuseppe Carta, chiedendo più tempo per mettere a punto tutta la documentazione richiesta. Genovese ha comunque spiegato che la decisione del Cda è legata all’obbligo di rispettare il Piano di risanamento dell’Ast che era stato approvato prima del suo arrivo.

I sindacati: “Rispetto per i ‘somministrati’ di Ast”
“Dopo la disdetta della convocazione in commissione, i lavoratori ribadiscono con fermezza che i ‘somministrati’ di Ast meritano rispetto e risposte dalle istituzioni”, affermano Giuseppe Cusimano, coordinatore Felsa Cisl, e Danilo Borrelli, segretario generale UILTemp Sicilia. “Si tratta di 35 padri di famiglia che da domani rimarranno a casa, dopo aver retto i servizi dell’azienda per tanti anni – continuano -. A questo si aggiunge anche il mancato pagamento dello stipendio di febbraio”.
I rappresentanti dei lavoratori poi aggiungono: “Tutto questo causato non da esubero del personale ma dalla mancanza di mezzi propri, con l’affidamento delle tratte ai privati. Non mancano i soldi per l’acquisto dei mezzi ma la volontà di farlo. La nostra posizione è quella salvaguardare i lavoratori e garantire i servizi resi al cittadino”.
Incontro Ast-sindacati
Nel pomeriggio poi l’Ast ha incontrato i sindacati. Sulla vicenda ci sarà un tavolo tecnico per cercare di individuare una via d’uscita che salvi i conti dell’azienda e i lavoratori a rischio.
Lo scontro in commissione all’Ars
Fuori da palazzo dei Normanni la protesta, dentro lo scontro politico. In commissione, infatti, il rappresentante di Sud chiama nord, Pippo Lombardo, ha abbandonato i lavori in polemica con Carta: “Non parteciperò fino a quando non ci occuperemo dell’Ast”, afferma il parlamentare messinese che chiede anche notizie sull’accordo stipulato a fine 2025 tra Ast e il Raggruppamento temporaneo di imprese Cotras Sud-Cosmo Est.

L’accordo tra Ast e i privati
L’intesa prevede la gestione concordata di alcune linee del servizio di trasporto pubblico su gomma. Ast e i privati, sostanzialmente, si sono scambiati alcune tratte per quasi 400mila chilometri. “Una rimodulazione che, pur non comportando variazioni in aumento della produzione chilometrica contrattuale complessiva, incide tuttavia sulla distribuzione delle tratte tra i due operatori – osserva Lombardo -, con possibili effetti differenziati sotto il profilo economico, in ragione della diversa redditività delle singole linee”. Lombardo chiede tutta la documentazione relativa all’accordo per capire se sia legittimo e se sia stato economicamente più vantaggioso per i privati, a discapito eventualmente di Ast.
Genovese: “Con quell’accordo abbiamo risposto ad una richiesta della Regione”
Genovese però chiarisce i contorni di un accordo che è stato “richiesto” dall’assessorato alle Infrastrutture e firmato nella sede del dipartimento regionale, a Catania: “Su quelle tratte c’era una sovrapposizione tra Ast e privati a causa di un errore nel bando sul trasporto pubblico su gomma – afferma -. È stata la Regione, che ha sottoscritto il verbale, a chiederci di porre rimedio ad un problema che avrebbe potuto causare difficoltà ai cittadini dal momento che su alcune tratte l’andata era affidata ad Ast e il ritorno ai privati”.
Interrogazione di Chinnici a Schifani
Su Ast interviene anche la deputata del Pd Valentina Chinnici, che ha presentato una interrogazione urgente a Schifani: “Ciò che accade e è gravissimo e inaccettabile”, afferma. “Non si può risanare un’azienda pubblica scaricando i costi sui lavoratori più deboli”, aggiunge.

