In Lombardia è stata rilevata un’infezione da virus A(H9N2), un ceppo di origine aviaria finora mai registrato nell’uomo nel continente. Il paziente, un giovane poco più che ventenne, è ricoverato ma non risulta in pericolo di vita.
Primo caso di aviaria umana in Lombardia
La conferma arriva dal ministero della Salute, che ha comunicato l’individuazione dell’infezione in una persona con patologie pregresse, attualmente ricoverata all’ospedale San Gerardo di Monza.
Secondo le informazioni disponibili, il contagio sarebbe avvenuto in Africa. Il giovane è atterrato all’aeroporto di Malpensa nella notte tra giovedì e venerdì ed è stato trasferito immediatamente in ospedale dopo la comparsa dei primi sintomi, tra cui febbre elevata.
Gli esami clinici e di laboratorio hanno consentito di identificare il virus, confermando la diagnosi. Quello rilevato in Lombardia è il primo caso umano di influenza aviaria H9N2 registrato in Europa.
Come si trasmette il virus
Il Ministero della Salute ha chiarito che il virus si trasmette principalmente attraverso il contatto diretto con pollame infetto o con ambienti contaminati.
I casi umani, secondo le evidenze attuali, presentano generalmente sintomi lievi e non risultano episodi documentati di trasmissione da persona a persona.
Le misure attivate e il monitoraggio
Le autorità sanitarie hanno avviato immediatamente le procedure di sorveglianza, individuando i contatti del paziente e attivando il coordinamento tra Ministero della Salute, Regione Lombardia, Istituto Superiore di Sanità e la rete dei laboratori di riferimento nazionale.
“Attualmente non si rilevano criticità e la situazione – conclude il ministero – è costantemente monitorata”.
Bertolaso: “Nessun allarme, sistema efficace”
Sulla vicenda è intervenuto l’assessore al Welfare della Lombardia, Guido Bertolaso, invitando alla cautela senza generare preoccupazione: “L’individuazione del primo caso europeo di influenza H9 in Lombardia non deve essere motivo di allarme per la popolazione”.
L’assessore ha sottolineato come il caso sia stato individuato “grazie alla sorveglianza epidemiologica attiva sul territorio regionale” e rappresenti “la prova tangibile che la nostra macchina della prevenzione funziona con estrema precisione. Abbiamo agito con grande tempestività”.
Bertolaso ha inoltre fornito aggiornamenti sul quadro clinico: “Il paziente è attualmente ricoverato in isolamento all’Ospedale San Gerardo di Monza. Oltre al trattamento per l’infezione virale, l’equipe medica sta gestendo altre patologie concomitanti di cui il soggetto soffre”.
“L’indagine epidemiologica è stata condotta tempestivamente da ATS Brianza – ha aggiunto – mentre le analisi molecolari che hanno permesso l’esatta individuazione del virus sono state eseguite dall’Università Statale di Milano e confermate dal Centro Regionale Malattie Infettive (composto dalla DG Welfare – UO Prevenzione di Regione Lombardia, ASST Fatebenefratelli-Sacco e San Matteo di Pavia) e dall’ISS”.
Cos’è l’influenza aviaria e quali sono i rischi
L’influenza aviaria è un’infezione virale che colpisce principalmente gli uccelli, in particolare quelli selvatici, ma che in rari casi può essere trasmessa all’uomo.
Questi virus hanno una forte capacità di mutazione e, negli ultimi anni, alcuni ceppi sono stati rilevati anche in mammiferi come bovini e animali domestici, in particolare gatti. Il contagio avviene quasi esclusivamente attraverso il contatto diretto con animali infetti o con superfici contaminate.
Al momento non esistono evidenze di trasmissione da uomo a uomo.
Sintomi, cure e prevenzione
Nell’uomo l’infezione può manifestarsi con sintomi simili a quelli di una comune influenza: febbre, tosse, mal di gola e dolori muscolari. Nei casi più gravi possono comparire complicanze respiratorie.
Il periodo di incubazione varia generalmente tra uno e cinque giorni. Il trattamento si basa su farmaci antivirali e terapie di supporto, soprattutto per i soggetti più fragili.
Non esiste attualmente un vaccino specifico disponibile su larga scala contro tutti i ceppi di influenza aviaria. La prevenzione si fonda su norme igieniche rigorose, sul controllo degli allevamenti e sulla limitazione dell’esposizione a volatili potenzialmente infetti.
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