In un’escalation che ha lasciato sgomenti anche i più cinici osservatori Donald Trump ha lanciato un attacco frontale a Leone XIV. Un’offensiva diretta, personale, contro il successore di Pietro. A difendere il capo è sceso subito in campo il suo vice, il cattolico JD Vance. La dichiarazione di Vance è stata lapidaria: “Il Vaticano dovrebbe attenersi alle questioni morali”.
Traduzione dal politichese: il Papa si occupi di preghiere e rosari. Un modo come un altro per dirgli di farsi i fatti propri.
Ciò premesso, sorgono spontanee alcune domande per il vicepresidente americano. Lei crede, da cattolico, che la guerra sia moralmente accettabile? Lei crede che uccidere e ferire civili, tra cui molti bambini, sia moralmente accettabile? È moralmente accettabile affamare e assetare migliaia e migliaia di disperati? È moralmente accettabile impedire le forniture di medicinali, cibo, acqua a chi non ha più nulla? È moralmente accettabile invadere un Paese sovrano o un territorio massacrando persone innocenti e scatenando una crisi economica che, come al solito, si abbatterà soprattutto sugli ultimi, su chi non ha voce?
Insomma, vicepresidente Vance, quali sono precisamente le “questioni morali” di cui dovrebbe occuparsi il Papa mentre voi fate la guerra? Perché se la morale cattolica ha qualcosa da dire è proprio su questi temi. Il Papa non è un influencer spirituale, è la guida di una Chiesa che da duemila anni si è sempre espressa su pace, giustizia, dignità degli ultimi e follia della violenza.
Pretendere che taccia davanti a uccisioni di massa, fame usata come arma e distruzione di interi popoli non è “lasciare il Vaticano alle questioni morali”. È pretendere che la morale si inginocchi davanti alla ragion di Stato.
Trump e Vance possono continuare a intimare al Pontefice di stare zitto, ma la storia ricorderà chi ha scelto di alzare la voce in favore della pace, del dialogo tra i popoli e chi, invece, ha scelto di zittirla per difendere l’indifendibile. La morale cattolica, per fortuna, non ha mai avuto bisogno del permesso della Casa Bianca per annunciare le parole eterne del Vangelo

