L'Ars e la palude su questioni procedurali: i ddl restano fermi

Ars impantanata su questioni regolamentali, e i ddl restano fermi

Ars, Palazzo dei Normanni
Il Parlamento siciliano tornerà a riunirsi mercoledì alle 15
PALAZZO DEI NORMANNI
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PALERMO – “Non vogliamo andare avanti a colpi di regolamento o con forzature d’aula. Ma, al di là degli aspetti regolamentari, se non ci sono le condizioni politiche non si può andare avanti. Ed in questo caso appare evidente, le condizioni non ci sono”. Lo ha detto il presidente di turno dell’Ars Nuccio Di Paola chiudendo la seduta di oggi dopo circa un’ora e mezzo durante la quale si sono seguiti diversi interventi di deputati, incentrati soprattutto su due questioni regolamentari: l’inversione dei primi due ddl all’ordine del giorno dell’aula, e l’impossibilità di presentare emendamenti ai ddl se non già affrontati nelle commissioni di merito.

Su quest’ultimo punto è intervenuta due volte Marianna Caronia (Nm), parlamentare del gruppo Misto: “Limitare in questo modo la presentazione degli emendamenti – ha detto con toni accesi – significa limitare l’azione dei parlamentari”.

Altri deputati sono intervenuti parlando delle vicende giudiziarie che interessano il governo regionale. “Qui non c’entra più il giustizialismo o il garantismo – ha sostenuto Antonello Cracolici del Pd – qui c’è una crisi politica e morale aggravata dal ‘far finta di niente’, ma il presidente della Regione non può fare il ‘bell’addormentato nel bosco’”.

Per Gianfranco Miccichè “c’è un momento di debolezza del governo e della legislatura. Ma se a Roma è stato assunto un principio sui procedimenti giudiziari che interessano il governo, in Sicilia ci si deve adeguare automaticamente”.

“Anche oggi una seduta a vuoto per colpa di governo e maggioranza travolti dalle vicende giudiziarie e politicamente allo sbando – dice Michele Catanzaro capogruppo del Pd -, e soprattutto per colpa di un presidente della Regione che continua a far finta di niente mentre la terra sotto i suoi piedi sta franando. Tutto questo è inaccettabile, stanno prendendo in giro i siciliani, così non si può andare avanti”.

L’assessore regionale alle Infrastrutture, con delega ai rapporti col Parlamento, Alessandro Aricò, ha difeso la linea del governo: “Deve essere chiaro che oggi il governo è stato presente fin dall’inizio per tentare di approvare i ddl all’ordine del giorno. Se l’aula non ha potuto lavorare è stato per una scelta di una parte del parlamento”. L’Ars si riunirà domani, mercoledì 22 aprile, alle 15. 

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