Raffadali, La Vardera 'contro' Cuffaro

Raffadali, La Vardera ‘in campo’: “La sfida contro Ida Cuffaro”

Ismaele La Vardera
Le parole del leader di Controcorrente e la replica di Silvio Cuffaro
AGRIGENTO
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PALERMO- “Ho accettato la proposta della candidata a sindaco di Raffadali Sabrina Mangione, di designarmi vicesindaco nella competizione elettorale che la vede sfidare Ida Cuffaro, la nipote di Totò. Quella di Sabrina é una proposta alternativa ad un vero e proprio feudo Cuffaro tramandato da zio a nipote. Una necessità di democrazia che non può essere ignorata, ecco perché ho accettato questa sfida”. Lo dice il deputato regionale e leader di Controcorrente Ismaele La Vardera. 

“Tanti candidati mi hanno chiesto…”

“Tanti candidati sindaco – prosegue La Vardera – mi hanno chiesto la disponibilità di designarmi come assessore, ma ho rifiutato. A Raffadali ho accettato perché Sabrina affronta da sola una dinastia e dobbiamo tutti dargli una grande mano”.

“Ricordo, inoltre, che in caso di vittoria di Sabrina – conclude – posso continuare a svolgere il ruolo di deputato e non percepirei alcuna indennità in più, facendolo sostanzialmente a titolo gratuito”.

La replica: “

“Le parole dell’onorevole Ismaele La Vardera parlano di “sfida alla dinastia” e di “necessità di democrazia”. Parole forti, ma che rischiano di restare solo slogan se non sono accompagnate da coerenza e rispetto del territorio. Perché la democrazia non si difende calando candidature dall’alto. Non si rafforza trasformando una comunità come Raffadali in un campo di battaglia simbolico tra nomi e schieramenti. Si costruisce con presenza, conoscenza e lavoro quotidiano” a dichiararlo è Silvio Cuffaro, attuale sindaco di Raffadali.

“La candidatura di Sabrina Mangione – aggiunge Silvio Cuffaro – dovrebbe rappresentare un progetto radicato, credibile, vicino ai cittadini. Invece, con questa scelta, si dà l’impressione opposta: che il territorio sia solo il palcoscenico di una sfida mediatica, utile più a chi vuole visibilità che alla comunità”.

E poi c’è una contraddizione evidente. Se davvero tanti candidati hanno chiesto la disponibilità dell’onorevole La Vardera e lui ha rifiutato, perché proprio Raffadali diventa l’eccezione? Per spirito di servizio o per convenienza politica? Per difendere la democrazia o per accendere i riflettori?”.

Perché qui non è in discussione il diritto di partecipare. È in discussione il senso delle scelte. Un deputato regionale ha già un ruolo preciso e importante: fare leggi, studiare, incidere sui problemi reali dei cittadini. Non ha bisogno di improvvisarsi protagonista di campagne locali per dimostrare il proprio valore. Quando questo accade, il rischio è evidente: che la politica si trasformi in narrazione, in scontro simbolico, in “caciara” costruita ad arte. E i cittadini di Raffadali meritano molto di più”.

Meritano rappresentanti che conoscano il territorio, che lo vivano, che sappiano dove intervenire e come farlo. Non figure che arrivano per “dare una mano” e poi ripartono, lasciando dietro di sé solo rumore. La democrazia non ha bisogno di passerelle. Ha bisogno di serietà, coerenza e rispetto. Tutto il resto è propaganda”.

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