Ma l’avete capito che a Palermo c’è una guerra in corso? Da un lato la città, indifesa e inerme. Dall’altro coloro che vogliono riaffermare un potere maledetto, intimidendo, bruciando e sparando.
Ma c’è una coscienza vera del problema che stravolge l’ordine pubblico e che non può essere affrontato con qualche telecamera da aggiungere a quelle che già ci sono, con una generica promessa di attenzione?
Serve tanto personale sul campo, occorrono risorse in maggiore misura, è necessario il pressing continuo, per rassicurare gli onesti e comunicare ai disonesti che non l’avranno vinta. Ci riferiamo, a scanso di equivoci, al governo nazionale. Si deve fare di più.
Intanto, quei disonesti stanno avanzando. E’ atroce scriverlo, però cos’altro dovremmo desumere dalla persistenza di attentati, nonostante l’allarme e le denunce? Se si continua, impunemente, significa – è la controprova -che non si sta facendo abbastanza, per dare manforte a chi ha il difficilissimo compito di vigilare.
Ma Palermo l’ha capito che a Palermo c’è una guerra? Forse no. Forse è chiaro solo ai malcapitati che hanno conosciuto la paura, circondati dal silenzio. Forse questa città è abituata a voltare la testa dall’altra parte. Per anni ha tollerato che tutto il marcio fosse sistemato sotto un metaforico tappeto. Per anni tutti abbiamo fatto finta che andasse tutto bene. Ora che il male irrompe, andiamo avanti con la colpevole sottovalutazione.
Ma l’avete capito che, a Palermo, non è una questione di numeri, che non è più il caso di agitare le statistiche, come una pagella di non cattiva condotta? L’autoreferenzialità che si assolve? No, grazie. Vogliamo vedere ‘cose’. Chiediamo che la criminalità sia contrastata davvero.
Ma la politica locale l’ha capito che deve adoperarsi, senza distinzioni, dimostrando unità sui valori supremi, oltre la normale fisiologia critica? Riteniamo clamoroso che gli allarmi continui dell’assessore Ferrandelli cadano in un’assenza che percepiamo, alle volte, ostile. Come se ci fossero degli angoli in ombra. Come se contasse soltanto ‘non dare vantaggi’ a potenziali concorrenti.
Scorgiamo un panorama che ci inquieta, perché non ci pare di intravvedere le reazioni giuste, né di ascoltare le parole che vorremmo ascoltare. Ma l’avete capito che a Palermo c’è una guerra? O no?
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