Riceviamo e pubblichiamo integralmente la lettera di diffida dell’avvocato Pier Luigi Cappello:
“In nome, per conto e nell’interesse del Cardinale Baldassare Reina, nato a San Giovanni Gemini (AG), il 26/11/1970, Vicario del Santo Padre, il sottoscritto Avv. Pier Luigi Cappello, del Foro di Agrigento, espone quanto segue.
Giova premettere, che in data odierna le testate alle quali la presente è diretta hanno pubblicato, in edizione online, rispettivi articoli aventi ad oggetto il procedimento penale in corso presso la Procura della Repubblica di Caltanissetta nei confronti di vari soggetti tra i quali il sig. Domenico Reina, per l’ipotesi di reato di cui all’art. 353 c.p..
Nell’articolo vengono riportate le generalità del sig. Domenico Reina e degli altri indagati, nonché il riferimento all’ordinanza che ha disposto la perquisizione nei confronti del medesimo. Nel dare conto di tale vicenda, l’articolo indica espressamente che il sig. Domenico Reina è fratello del Cardinale Baldassare Reina, circostanza rispondente al vero, a scanso di equivoci, ma del tutto irrilevante ai fini della notizia, soprattutto se accanto al nome viene riportata la carica ecclesiastica del prefato (Vicario del Papa), con l’unica finalità di accostare la figura del mio assistito, alla vicenda penale in corso, al solo ed unico evidente fine di attirare lettori, senza alcun interesse per le indagini.
Infatti, dalla stessa ordinanza giudiziaria richiamata nell’articolo non risulta in alcun modo che il Cardinale Baldassare Reina sia iscritto nel registro degli indagati, né che sia stato destinatario di perquisizioni, né che esista un pactum sceleris che lo coinvolga direttamente o indirettamente.
Al contrario, anche secondo la stessa ipotesi accusatoria avanzata dall’Autorità procedente – che allo stato è mera ipotesi di indagine – il Cardinale Baldassare Reina risulta del tutto all’oscuro dell’operato del fratello e delle intenzioni dei suoi interlocutori, essendo il preteso disegno degli indagati ricostruito unicamente come iniziativa altrui, priva di qualsivoglia accordo “a monte” con il Cardinale e riconducibile, nella sostanza, a una mera captatio benevolentiae.
Nonostante tale pacifica estraneità del Cardinale ai fatti oggetto di indagine, le Vostre testate hanno ritenuto di dare particolare risalto alla circostanza del rapporto di parentela enfatizzando il nome e la carica del mio assistito, così da creare, agli occhi del lettore medio, un collegamento tra la figura del Cardinale e la vicenda penale in corso, in una fase in cui il procedimento si trova ancora allo stato di indagini preliminari, con mere ipotesi da verificare e con piena vigenza della presunzione di non colpevolezza per tutti i soggetti coinvolti.
Tale accostamento mediatico, privo di reale necessità informativa, ha comportato e comporta un grave pregiudizio all’onore, alla reputazione, all’immagine pubblica e alla riservatezza del Cardinale Baldassare Reina, persona estranea al procedimento, il cui nome e la cui carica sono stati utilizzati per amplificare la risonanza della notizia relativa al fratello.
Orbene, l’esercizio del diritto di cronaca è legittimo solo in presenza congiunta dei requisiti di verità della notizia (anche putativa), pertinenza/essenzialità dell’informazione rispetto al fatto di interesse pubblico e continenza formale nell’esposizione. Nel caso di specie la notizia dell’esistenza di un procedimento penale per l’ipotesi di cui all’art. 353 c.p. a carico del sig. Domenico Reina e di altri soggetti, per i rispettivi titoli,
può, in astratto, rientrare nel legittimo diritto di cronaca, ma che non è invece in alcun modo essenziale, ai fini della comprensione del fatto, la ripetuta indicazione che l’indagato sia fratello del Cardinale Baldassare Reina, con puntuale identificazione del mio assistito per nome, cognome e carica ecclesiastica, posto che il Cardinale, si ripete, non è indagato, non è destinatario di alcun atto d’accusa e non risulta coinvolto in alcun accordo illecito, neppure secondo la stessa prospettazione accusatoria, che lo descrive, al più, quale soggetto di cui gli indagati avrebbero inteso “ingraziarsi” il favore, a sua totale insaputa, sempre che detta prospettazione fosse confermata all’esito delle indagini.
Ne deriva che l’indicazione del rapporto di parentela e dell’identità del Cardinale costituisce un’informazione eccedente e non pertinente, dettata da finalità meramente sensazionalistiche, in violazione del principio di essenzialità dell’informazione che governa il bilanciamento tra libertà di stampa e tutela della persona. Per tale parte, la Vostra pubblicazione non è coperta dall’esimente dell’esercizio del
diritto di cronaca.
Invero, L’accostamento del nome, della carica e della figura pubblica del Cardinale Baldassare Reina a un procedimento penale a carico del fratello, in assenza di qualsiasi suo coinvolgimento, è obiettivamente idoneo a ledere il suo onore e la sua reputazione, insinuando, presso il pubblico, un sospetto di contiguità o di corresponsabilità morale nella vicenda, ma anche pregiudicare gravemente la sua immagine pubblica, anche in ragione del ruolo di Vicario del Santo Padre, minandone la credibilità presso la comunità ecclesiale e l’opinione pubblica.
Pertanto, tale condotta integra un illecito civile per lesione di diritti fondamentali della personalità (onore, reputazione, identità personale, immagine), nonché una violazione delle norme a tutela del diritto all’immagine e della dignità personale. Sussistono, altresì, i presupposti per ravvisare gli estremi del reato di diffamazione a mezzo stampa, con responsabilità in capo all’autore dell’articolo, al direttore responsabile e all’editore.
Come se tutto ciò non bastasse, la pubblicazione del nome, cognome, carica ecclesiastica e legame familiare del Cardinale Baldassare Reina, nell’ambito di una cronaca giudiziaria che non lo riguarda, costituisce indebito trattamento di dati personali. Anche nell’ambito dell’attività giornalistica, tale trattamento deve rispettare i principi di minimizzazione e non eccedenza rispetto alle finalità ed anche essenzialità dell’informazione con riguardo a fatti di interesse pubblico.
Nel caso concreto, l’indicazione del rapporto di fratellanza con il Cardinale, persona non indagata e del tutto all’oscuro delle condotte contestate al fratello, costituisce un dato familiare eccedente, non necessario a comprendere la vicenda, e integra pertanto un illecito trattamento di dati personali del Cardinale Reina.
Infine, il procedimento penale in questione è tuttora nella fase delle indagini preliminari, con ipotesi accusatorie che dovranno essere vagliate dal Giudice, sicché per gli indagati vige la presunzione di non colpevolezza, tanto più non può essere in alcun modo pregiudicato il Cardinale Baldassare Reina, che non è indagato, è estraneo ai fatti ed è, secondo la stessa prospettazione accusatoria, assolutamente ignaro dell’operato del fratello e delle intenzioni dei suoi interlocutori.
L’accostamento del suo nome alla vicenda penale, nelle modalità da codesta testata giornalistica scelta, appare pertanto doppiamente ingiustificato e lesivo. Pertanto, ritenuto quanto fin qui esposto, il sottoscritto, nella infra spiegata qualità,
DIFFIDA FORMALMENTE
Le testate giornalistiche in indirizzo a:
- cessare immediatamente ogni ulteriore pubblicazione, in qualsiasi forma online (sito
web, archivio digitale, social network, newsletter, ecc.), che associ il nome, la carica
e la figura del Cardinale Baldassare Reina al procedimento penale a carico del sig.
Domenico Reina, se non nei limiti strettamente imposti da un effettivo e comprovato
interesse pubblico e nel pieno rispetto dei principi di verità, pertinenza/essenzialità e
continenza; - rimuovere o oscurare, entro e non oltre 24 ore dal ricevimento della presente, da tutte
le piattaforme online di Vostra gestione le parti degli articoli già pubblicati che
menzionano il Cardinale Baldassare Reina in collegamento con la vicenda penale;
In subordine, qualora intendiate mantenere la notizia, a procedere, entro il medesimo
termine, alla pubblicazione – con analogo rilievo rispetto al pezzo originario – di una
rettifica che dia atto in modo chiaro e inequivoco che:
- il Cardinale Baldassare Reina non è indagato né formalmente coinvolto nel
procedimento penale in questione; - egli è del tutto estraneo ai fatti oggetto di indagine ed è, secondo la stessa ipotesi
accusatoria, assolutamente all’oscuro dell’operato del fratello e delle intenzioni
dei suoi interlocutori; - ogni eventuale riferimento al Cardinale nelle carte d’indagine attiene
esclusivamente a valutazioni o intenzioni di terzi, non sorrette da alcun accordo o
patto con il medesimo, e non implica alcuna responsabilità, neppure morale, del
Cardinale stesso;In difetto, su espresso mandato del Cardinale Reina, si provvederà ad adire l’Autorità
giudiziaria civile per ottenere l’accertamento dell’illecito, la condanna al risarcimento
di tutti i danni (patrimoniali e non patrimoniali) subiti dal Cardinale Baldassare Reina,
nonché l’adozione di provvedimenti inibitori, anche d’urgenza, volti a impedire la
prosecuzione e la reiterazione delle condotte lesive;
valutare la proposizione di querela per diffamazione a mezzo stampa nei confronti dei
responsabili.
La presente valga, sin d’ora, quale formale messa in mora ai sensi e per gli effetti di
legge”.
Agrigento, 04/06/2026

