Racket, omertà e finestre chiuse

Palermo, fiamme e finestre chiuse

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La solidarietà viene da fuori. Il silenzio del quartiere
L'INCENDIO DELLA PIZZERIA ULISSE
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1 min di lettura

Mentre il portone della pizzeria ‘Ulisse’, a Tommaso Natale, bruciava, raccontano che non ci siano state altre voci, a parte le grida dei titolari angosciati, e che le finestre siano rimaste chiuse. Anche dopo, nel quartiere, soltanto silenzi.

La solidarietà è arrivata da fuori, dai ‘forestieri’. Tanti, tra politici e cittadini, con Addiopizzo in testa, si sono riversati con affetto nel locale di Santo Girgenti. Negli anni è stato costruita una solida sostanza di impegno e dignità. Per una volta, non mettiamo sotto i riflettori l’inevitabile retorica. La partecipazione resta importantissima.

“Vogliamo fatti”

Sulla pagina Facebook di ‘Ulisse’ si legge: “Ringraziamo tutti davvero! Ma i commercianti colpiti e non colpiti non vogliono solo solidarietà o bandiere, ma fatti reali, fatti di controlli serrati, sicurezza e presenza costanti”. Un punto di vista inappuntabile, sofferto, che appoggiamo.

Piantedosi a Palermo

Lunedì il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi sarà a Palermo. Noi speriamo di ascoltare parole di concretezza, non proclami. E confidiamo che l’emergenza in città non venga sottovalutata mai più.

Si sta arrivando molto in ritardo a prendere le misure del contesto. Sminuire gli episodi di violenza, considerarli eventi sporadici in una cornice statisticamente ‘rassicurante’ è stato un grave errore.

Le finestre chiuse

Ma c’è uno sguardo palermitano che inquieta, a prescindere dalle decisioni romane. Dalle cronache emerge il profilo di un quartiere assente, lontano, per nulla solidale con gli intimiditi.

Quelle finestre chiuse e quei silenzi rappresentano un segnale preoccupante. Cose di un passato che sembrava sepolto. Evidentemente c’è chi crede che le fiamme, le minacce, le intimidazioni riguardino soltanto chi le subisce. Invece, chiamano in causa tutti. Sono la battaglia di tutti.

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