PALERMO – Il ministro dell’Interno lunedì sarà a Palermo. Parteciperà al comitato per l’ordine e la sicurezza in una città dove c’è paura. La sequenza delle intimidazioni, soprattutto nella parte occidentale, da San Lorenzo fino ai pesi della provincia lungo la strada dell’aeroporto, impone un intervento serio. Serve molto di più delle sessanta telecamere annunciate lo scorso 27 maggio al question time della Camera dei deputati.
Allora il ministro aveva snocciolato i numeri delle cosiddette operazioni “alto impatto” e ribadito il “calo complessivo di oltre il 9 per cento” dei reati e l’elenco degli arresti eseguiti. Tutti vero, ma altrettanto veri e preoccupanti sono le intimidazioni, le sventagliate di Kalashnikov, gli incendi, le risse e le pistolettate nelle strade della movida. C’è un tema sicurezza e c’è bisogno di potenziare la prevenzione di pari passo con la repressione.
Lo chiedono i cittadini e gli operatori economici. Per ultimi Santo Girgenti e Salvatore D’Asta che gestiscono il ristorante-pizzeria “Ulisse” a Tommaso Natale e un chiosco sulla spiaggia di Vergine Maria. La banda del pizzo ha appiccato le fiamme davanti all’ingresso del locale, mentre un incendio ha distrutto le pedane del chiosco in fase di allestimento.
Se ne parlerà lunedì nel corso del comitato per l’ordine e la sicurezza convocato in prefettura, mentre proseguono le indagini della Direzione distrettuale antimafia per individuare gli autori della scia di violenza.

