Pd diviso, Energia popolare e Left Wing: Barbagallo si dimetta

Pd, Energia popolare e Left Wing: Barbagallo si dimetta

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La nota congiunta e la replica del segretario provinciale dem di Catania
PARTITO DEMOCRATICO
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3 min di lettura

PALERMO – “Dinnanzi all’inadeguatezza politica e alla totale perdita di lucidità di Anthony Barbagallo, non possiamo più rimanere in silenzio. Anziché prendere atto che sul suo nome è impossibile costruire l’unità del partito e fare quindi un passo indietro, Barbagallo continua a tenere in ostaggio il PD siciliano”. Lo dicono in una nota congiunta i dirigenti siciliani di Energia popolare e Left Wing dopo la direzione regionale del Pd tenuta ieri a Termini Imerese sul segretario regionale Pd, il deputato Anthony Barbagallo.

“Le fantasiose narrazioni trionfalistiche del segretario regionale sui risultati delle amministrative siciliane non possono nascondere la realtà di una gestione disastrosa e con risultati modesti e in alcuni contesti irrilevanti – aggiungono -. Basta vedere le percentuali della lista del Pd nei comuni sopra i 15 mila abitanti per capire la reale situazione del partito in Sicilia: Ispica 2,5%, Augusta 3,4%, Carini 6,6%, Bronte 8,1%, Barcellona 8,8%, Marsala 8,7%, Agrigento 8,4% Messina 8,5%. A Milazzo la lista del Pd insieme ai 5 Stelle e a Rifondazione comunista ha raccolto appena il 6,2%. Soltanto dove lui non ha messo mano si sono raggiunti risultati più significativi: a Floridia il 12,45% (eletto il sindaco Marco Carianni), a Lentini il 13,1% (eletto il sindaco Enzo Pupillo), a Termini Imerese il 13,6% (eletta la sindaca Maria Terranova del M5S), ad Agrigento il 9,4% (eletto il sindaco Michele Sodano di Controcorrente)”.

“Sulla gestione di Barbagallo delle elezioni amministrative a Enna e a Messina meglio stendere un velo pietoso – proseguono -. A Catania, nella sua provincia, il PD ha avuto risultati a dir poco disastrosi, a partire da Bronte dove il suo candidato sindaco è arrivato quarto e ha eletto un solo consigliere comunale”.

“Il caso di Randazzo è l’esempio più eclatante delle sue contraddizioni: da segretario regionale sostiene il segretario di circolo Anzalone come candidato sindaco (sostenuto a sua volta dal sindaco uscente il cui comune è stato sciolto per mafia) e da componente della Commissione nazionale antimafia lo dichiara subito dopo “impresentabile”. Il massimo della sua coerenza lo riesce però ad esprimere a Pedara e a Trecastagni, dove da segretario regionale del Pd benedice l’alleanza con Fratelli d’Italia”.

La replica del Pd catanese: “Falsità”

Alle dichiarazioni delle due aree risponde il segretario del Pd catanese Giuseppe Pappalardo. “La nota diffusa da Energia Popolare e Left Wing rappresenta un’offesa all’intera comunità provinciale del Partito democratico catanese – dice -. Si tratta di un documento costruito su dati falsi, ricostruzioni strumentali e vere e proprie menzogne, che qualifica ancora una volta l’atteggiamento di chi ha scelto di disertare il congresso del partito e di animare una stagione di ricorsi davanti al giudice ordinario invece di confrontarsi nelle sedi politiche. A Randazzo, come è noto, non vi è stato alcun utilizzo del simbolo del Pd”.

“Colpisce – aggiunge – lo strano strabismo politico di chi preferisce attaccare compagni e dirigenti del proprio partito piuttosto che puntare con decisione il dito contro soggetti che, pur essendo stati ancora una volta largamente votati, sono espressamente richiamati nell’ordinanza che ha portato allo scioglimento del Comune per infiltrazioni mafiose. Ancora più sorprendenti risultano le affermazioni riguardanti Pedara. Qui siamo davvero costretti a stropicciarci gli occhi. Fratelli d’Italia ha sostenuto apertamente la lista arrivata seconda, ostentando il proprio sostegno con la presenza al comizio conclusivo del commissario regionale dell’organizzazione, on. Sbardella, e prima ancora dell’on. Porto. Di fronte a questi fatti, se i firmatari della nota avessero un minimo di onestà intellettuale e di decenza politica, dovrebbero piuttosto congratularsi con l’intero circolo di Pedara e con Alfio Cristaudo, rieletto sindaco con il 72% dei consensi”.

E ancora: “Nei tre comuni citati, il Partito democratico della provincia di Catania ha contribuito all’elezione di ben 13 consiglieri comunali, confermando il proprio radicamento territoriale e la fiducia che migliaia di cittadini continuano a riporre nelle sue donne, nei suoi uomini e nelle sue idee – conclude Pappalardo -. Anche a livello regionale il dato è lampante e i numeri non mentono: oltre il 70% dei voti arrivati al campo progressista sono ascrivibili al Pd che è il primo partito della coalizione”.

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