Racket, quella Palermo che non denuncia

Racket e violenza: ma le denunce… Palermo nascosta, ora tocca a te

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Il coraggio di tanti. L'ignominia di pochi
IL PIZZO E LA REAZIONE
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2 min di lettura

C’è una Palermo fetida e criminale che si muove nell’ombra. Incendia le pizzerie delle persone perbene, spara, appicca il fuoco ovunque, strisciando con la circospezione dei vermi morali. Non ha il coraggio di mostrarsi alla luce del sole. Il racket è una montagna di viltà.

C’è una Palermo ributtante, mafiosa, che si sente forte, fino a quando crede di essere impunita. Per fortuna, magistratura e forze dell’ordine reagiscono prontamente. Ha ragione il professore Costantino Visconti: “Questa mi pare una criminalità debole, nei suoi collegamenti, nelle sue infiltrazioni, anche agli alti livelli. Vogliamo mettere il confronto sul piano militare? Alla fine vincerà lo Stato che è incomparabilmente più forte. Lo dimostrano gli ultimi arresti e credo che non resteranno isolati”.

C’è uno Stato che deve dimostrare l’assoluta coerenza con le sue promesse. La visita del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, sancisce l’attenzione primaria sul problema del pizzo. Verificheremo se i fatti saranno all’altezza delle parole. Abbiamo comunque annotato un ritardo nella piena consapevolezza del fenomeno.

Poi c’è un dato agghiacciante che emerge dal vertice in prefettura con il ministro. Su ventuno attentati intimidatori a firma del racket delle estorsioni, avvenuti a Palermo da fine novembre ad oggi – citiamo un’Ansa -, solo un commerciante aveva denunciato la richiesta di pizzo. A prescindere dai numeri, le finestre chiuse dell’omertà e dell’indifferenza rappresentano una condizione notissima.

Qualcosa è cambiato. Eppure, anni di pedagogia antimafiosa non sono bastati a correggere vizi atavici. C’è una Palermo nascosta, che abbassa la testa e chiude gli occhi, convinta di mettersi in salvo così. C’è una Palermo occulta che ripete la stolida esclamazione conclusiva del primo capitolo ne ‘Il giorno della civetta’. “Perché, hanno sparato?”. Ma non si salverà.

Palermo nascosta, ora tocca a te. Solo tu puoi decidere se combattere per il presente e per il futuro di tutti, e liberarci ancora una volta dalla peste. Oppure se morire, a poco a poco, per l’ignominia di pochi.

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