PALERMO – Secondo il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, l’escalation criminale degli ultimi tempi a Palermo segna l’esistenza di una mafia emergente. “È molto probabile che ci sia in corso un ricambio generazionale, con nuove generazioni che stanno cercando di affermarsi e di accreditarsi, probabilmente con qualche compito di ‘direzione’ da parte di qualcuno che sta in carcere”, ha affermato Piantedosi al termine del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza che si è svolto a Villa Whitaker, sede della prefettura.
Piantedosi ha poi aggiunto: “Ho comunque potuto registrare un livello di approfondimento e conoscenza del fenomeno molto accurato tale da fare ragionevolmente confidare che a breve sarà attenzionato ulteriormente dalle forze dell’ordine”.
Piantedosi: “La mafia a Palermo si sta riproponendo”
Il ministro ha poi risposto a chi “immaginava che la mafia a Palermo non esistesse più, che fosse cambiata o si fosse ‘ritirata’: non è così ha ribadito il titolare del Viminale -. La mafia tradizionale fa anche altre cose ma si sta riproponendo con queste dinamiche molto visibili che dobbiamo tenere in grande considerazione”.
Il ministro dell’Interno ha poi messo in luce la carenza di denunce contro il pizzo a Palermo: “Alcune evidenze giudiziarie già maturate fanno segnare che c’è un grande attivismo nella rappresentazione del fenomeno mafioso ma, rispetto agli arresti fatti, c’è un bassissimo numero di denunce”.
“Lo Stato, rispetto a qualche decennio fa, c’è”
Da qui l’appello: “Qualcuno ancora vive la suggestione e la soggezione di assecondare in prima battuta le richieste estorsive. Voglio evidenziare che qui a Palermo, ma in generale in Italia, lo Stato, rispetto a qualche decennio fa, c’è e ci sono un quadro normativo e professionalità che sanno essere all’altezza della situazione”. Secondo il titolare del Viminale, quindi, “è lecito aspettarsi che si denunci e che non prevalga la paura”.
Piantedosi ha poi annunciato l’arrivo nell’area metropolitana di Palermo di risorse per 5,3 milioni di euro. “Si tratta di risorse imminenti e importanti, tra Fondo sicurezza urbana e fondi coesione del ministero dell’Interno, che consentiranno soprattutto la possibilità di implementare la rete della videosorveglianza nell’area metropolitana di Palermo”.
“Sono risorse trasferibili entro un paio di mesi – ha aggiunto Piantedosi -, ho già detto di cominciare a progettare l’utilizzo di questi fondi che potranno essere usati dai sindaci per assunzioni di vigili urbani o per pagare gli straordinari, aumentando così la capacità delle polizie locali”.
“A Palermo altre 90 unità tra polizia e carabinieri”
Da Piantedosi, infine, un altro annuncio: “All’area metropolitana di Palermo dall’1 gennaio 2025 ad oggi abbiamo destinato 850 unità di personale in più tra le tre forze di polizia, con un saldo netto positivo di 99 unità. E in prospettiva, tra luglio e agosto, saranno assegnati a Palermo altre 90 unità di personale che usciranno dai corsi di polizia e carabinieri. Questo, secondo me, segna l’impegno del governo rispetto all’importanza della città. Palermo è in cima alle nostre attenzioni”.
