La protesta del Brass group | al concerto di Simona Molinari

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Senza stipendio ormai da tempo, la sezione fiati della fondazione “The Brass Group” protesta simbolicamente scegliendo il silenzio durante il concerto di Simona Molinari, che si è esibita al Teatro di Verdura.

Cultura in crisi
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2 min di lettura

PALERMO – Un concerto silenzioso quello della sezione fiati dell’Orchestra jazz siciliana, che ieri sera ha accompagnato sul palco del Teatro di Verdura Simona Molinari, cantante napoletana appassionata di jazz, che si è esibitata all’interno del progetto “The Greatest Voices of Jazz” voluto dal “The Brass Group”. Ed è con un rumoroso silenzio che la fondazione ha voluto manifestare il suo dissenso contro i tagli subiti e la mancanza di stipendi, che va avanti ormai da tempo. Ad accompagnare la voce della Molinari soltanto la sezione ritmica dell’Orchestra.

Ennesimi tagli a una cultura ormai in agonia, quindi, e bilanci in rosso per quella che rappresenta un’istituzione musicale nell’Isola, e non solo. “Alla data odierna e dopo quarant’anni di attività la nostra orchestra è stata l’unica ad essere totalmente azzerata – fa sapere l’orchestra leggendo un comunicato durante il concerto -. Dal 2008 al 2012 la fondazione The Brass Group ha subito tagli medi del 61% contro quelli del 25 praticanti agli enti lirici, sinfonici e di prosa. L’Orchestra da oltre un anno non lavora e più e la Regione non ha mai liquidato alla fondazione i contributi afferenti al 2010 e 2011 per il noto scandalo sui grandi eventi che con noi non c’azzecca nulla”. E, come se non bastasse, da due anni l’orchestra attende anche i compensi per il Sicily Jazz Festival del 2011.

Una fondazione riconosciuta nel 2006 dal Parlamento siciliano come “strumento primario di produzione e diffusione dell’arte e della musica jazz e di derivazione afro-americana”, eppure oggi esclusa dai linguaggi d’arte. Sono pari a quarantadue milioni di euro i fondi destinati dalla Regione agli enti musicali e teatrali. “Nemmeno un centesimo, però, è andato a noi. Sembrerebbe che esistano troppi interessi per non riconoscere che tutte le musiche sono nate uguali”.

“La situazione è molto grave – affonda Ignazio Garsia, presidente della fondazione -. Ho parlato con il presidente Crocetta e l’assessore Stancheris che, però, hanno assicurato che non sarà questo governo che farà morire l’orchestra Io sono fiducioso che si troverà una soluzione. L’importante è che si faccia in tempo perché sono passati troppi anni. E  fra poco potrebbe essere troppo tardi”.

E, durante il concerto, l’Orchestra ha anticipato la prossima collaborazione che li vedrà a fianco di Simona Molinari nel suo prossimo disco. “La fondazione vive una situazione di disagio non giusta – racconta Simona Molinari al microfono di Livesicilia -. Ho avuto modo di collaborare con la The Brass Group già l’anno scorso e ho un bellissimo ricordo di quella serata. Il suono di questa orchestra è davvero unico e allo stesso tempo vicino a quello delle più grandi band americane. Sono poi persone bellissime che voglio portare con me nel mioprossimo disco”. “Speriamo, davvero – conclude la Molinari -, che le cose cambino presto”.


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