L’Università degli Studi di Palermo chiude il bilancio d’esercizio 2025 con un utile di 10,3 milioni di euro, quasi quattro volte superiore rispetto ai 2,7 milioni registrati nel 2024. Il risultato consolida la situazione economico-finanziaria dell’ateneo e consentirà di finanziare nuovi investimenti in didattica, ricerca, infrastrutture e servizi agli studenti, mantenendo invariata la politica di contenimento delle tasse universitarie.
I dati sono stati illustrati nel corso della presentazione del bilancio annuale, che evidenzia anche una crescita delle immatricolazioni, dell’attività di ricerca e della capacità di attrarre finanziamenti nazionali ed europei.
Università di Palermo, bilancio in crescita
L’incremento dell’utile è stato favorito sia dal parziale recupero del Fondo di finanziamento ordinario sia dalla crescita registrata dall’Università negli ultimi anni.
“Il bilancio 2025 – afferma il rettore dell’Università degli Studi di Palermo, Massimo Midiri – dimostra che è possibile coniugare equilibrio economico, diritto allo studio e sviluppo. Ogni risorsa disponibile deve tradursi in maggiori opportunità per gli studenti, migliori condizioni di lavoro per il personale, laboratori più moderni, infrastrutture più sicure e servizi sempre più qualificati. Abbiamo scelto di continuare a investire sulle persone, mantenendo una contribuzione tra le più basse d’Italia e rendendo l’Università sempre più attrattiva”.
L’ateneo continua infatti a garantire una delle no tax area più estese del sistema universitario nazionale, con una contribuzione media di circa 600 euro, contro una media italiana superiore ai 1.100 euro.
Crescono immatricolazioni e studenti stranieri
L’Università di Palermo conferma il proprio trend di crescita anche sul fronte delle iscrizioni. Negli ultimi quattro anni le immatricolazioni ai corsi di laurea e ai corsi magistrali a ciclo unico sono aumentate del 10,5%, raggiungendo quota 11.821 studenti nell’anno accademico 2025-2026.
Nello stesso periodo gli studenti stranieri sono cresciuti del 54,3%. Particolarmente rilevante anche l’incremento registrato nei poli universitari di Trapani, Agrigento e Caltanissetta, dove le immatricolazioni sono quasi raddoppiate (+99,8%).
Positivi anche i dati delle lauree magistrali, con iscrizioni aumentate del 44,5% e una crescita degli studenti internazionali pari al 165,1%. I laureati magistrali del 2025 sono aumentati del 12,7% rispetto al 2021, mentre le donne rappresentano il 61,5% del totale.
I nuovi interventi nel campus e sugli edifici storici
Le risorse disponibili saranno utilizzate per ampliare gli spazi dedicati agli studenti e migliorare la qualità delle infrastrutture universitarie.
Tra gli interventi previsti figurano nuove aule, aree studio e spazi di coworking nel campus di viale delle Scienze, oltre a lavori destinati all’adeguamento sismico e antincendio, all’efficientamento energetico e alla riqualificazione degli immobili universitari.
Il piano comprende inoltre il recupero di importanti edifici storici dell’ateneo, tra cui la realizzazione del Museo delle Scienze nella sede di via Lincoln, il completamento del restauro dell’antico giardino dello Steri, la riqualificazione delle aree esterne del complesso monumentale e il proseguimento degli interventi sull’ex Convento della Martorana, sull’ex Convento dei Teatini e sugli immobili di via Archirafi.
Considerato il basso livello di indebitamento dell’Università, sarà inoltre proposta al Consiglio di amministrazione la possibilità di accendere un mutuo destinato esclusivamente agli investimenti infrastrutturali.
Ricerca e fondi PNRR
L’ateneo conferma risultati di rilievo anche nell’ambito della ricerca. L’Università di Palermo ha raggiunto una capacità di spesa del 98% delle risorse assegnate attraverso il PNRR, collocandosi tra gli atenei italiani con le migliori performance nell’attuazione dei progetti finanziati dal Piano nazionale di ripresa e resilienza.
Il completamento delle attività progettuali ha inoltre generato un overhead di circa 15 milioni di euro, attualmente in fase di verifica ministeriale, che sarà reinvestito in laboratori, grandi attrezzature scientifiche e infrastrutture dedicate alla ricerca.
Nel corso del 2025 sono stati finanziati oltre 20 nuovi progetti europei e internazionali, cinque iniziative nell’ambito dei programmi INTERREG, 44 progetti del Programma nazionale Ricerca, Innovazione e Competitività 2021-2027, 23 nuovi progetti PRIN, oltre a numerosi finanziamenti ottenuti attraverso i programmi FIS, AIRC, Fondazione Umberto Veronesi e altri enti nazionali.
La crescita dell’ateneo
Secondo il prorettore vicario Enrico Napoli, i risultati ottenuti testimoniano il rafforzamento del ruolo dell’Università di Palermo nel panorama nazionale.
“Questi risultati di particolare rilievo – sottolinea il prorettore vicario, Enrico Napoli – confermano la crescita reputazionale del nostro Ateneo, testimoniata da numerosi indicatori: dall’aumento degli studenti ai risultati conseguiti nei progetti di ricerca, compresi quelli finanziati dal PNRR. L’Università ha saputo cogliere con lungimiranza le opportunità offerte. Sono traguardi raggiunti nonostante un contesto complesso. Il parziale recupero dei finanziamenti ministeriali non bilancia l’inflazione e il crescente costo del personale, penalizzando molti atenei. Eppure, la nostra università continua a crescere senza gravare sulle famiglie: circa due terzi degli studenti sono infatti esonerati dal pagamento delle tasse universitarie”.
“La solidità dei conti – sottolinea il direttore generale dell’Università degli Studi di Palermo, Antonio Sorce – non rappresenta un obiettivo in sé, ma uno strumento per sostenere lo sviluppo dell’Ateneo. Il risultato raggiunto è il frutto di una gestione improntata alla programmazione, alla sostenibilità economica e all’efficienza amministrativa. La vera sfida è continuare a coniugare capacità di investimento, sostenibilità finanziaria e qualità dei servizi, mantenendo una programmazione prudente e di lungo periodo. L’Ateneo continuerà infatti a monitorare con particolare attenzione l’evoluzione dei costi del personale e delle risorse disponibili attraverso il Fondo di Finanziamento Ordinario, così da garantire nel tempo gli equilibri di bilancio e la sostenibilità del programma di investimenti”.
“L’obiettivo è trasformare ogni euro disponibile in opportunità per studenti, ricercatori e territorio – conclude il rettore Massimo Midiri – Più spazi per la didattica, laboratori più moderni, edifici più sicuri, una ricerca sempre più competitiva e un patrimonio storico restituito alla comunità: è questa l’Università che vogliamo continuare a costruire”.

