Palermo, il capo della banda del kalashnikov finisce al 41 bis

La scalata criminale del capo della banda del kalashnikov finisce al 41 bis

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Firmato il provvedimento per Salvatore Verga

PALERMO – La scalata criminale lo ha portato prima in cella e ora al 41 bis, il regime del carcere duro riservato ai capimafia. Il ministro della giustizia Carlo Nordio ha firmato il provvedimento per Salvatore Verga, rinchiuso nel penitenziario di Oristano in Sardegna.

È stata la Direzione distrettuale antimafia di Palermo guidata da Maurizio de Lucia a chiedere il massimo rigore per il boss emergente del mandamento di San Lorenzo. Lo hanno inchiodato le indagini dei carabinieri del Nucleo investigativo e le chat dei cellulari che aveva a disposizione mentre era detenuto nel carcere di Trani, in Puglia.

attentati sicily by car
Uno degli attentati ai danni di Sicily by Car

Una squadra di picciotti, rispondendo a suoi ordini, ha appiccato incendi e sparato raffiche di kalashnikov per intimorire commercianti e imprenditori. Il terrore doveva convincerli che pagare il pizzo era l’unica soluzione.

Bisognava “dare fuoco a tutto”, “fare danno” e colpire per farsi “pagare cash”. I mercenari del pizzo, reclutati nei rioni Zen e Marinella – pagati 400 euro a raid – sono entrati in azione tra San Lorenzo e Tommaso Natale, fino ai paesi lungo la costa che conduce in aeroporto.

Il libro mastro trovato nella cella di Verga nel carcere di Trani

Chi è Salvatore Verga sottoposto al 41 bis

Verga conservava in cella il libro mastro del racket con oltre cinquanta nomi. Non c’è traccia, invece, del suo arsenale nascosto chissà dove e pronto per essere usato. Le armi don dovevano “fare la ruggine”, così diceva. Prima che gli piovessero addosso le nuove accuse era detenuto per droga.

La sua fedina penale è macchiata da anni. Gli investigatori lo definiscono “criminale poliedrico, estremamente spregiudicato e violento. Spazia dalla coltivazione di droga alla ricettazione, dall’utilizzo di armi clandestine alla partecipazione a risse, fino a giungere a condanne severe per rapina aggravata e lesioni personali. La sua arroganza e il senso di impunità non conosco limiti territoriali. Non solo ha condanne per resistenza oltraggio a pubblico ufficiale, ma il suo profilo criminale converge in una megalomania e una ferocia di altissimo livello”.

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Un “pazzo che comanda” lo ha definito il neo collaboratore di giustizia Alessio d’Agostino. Ed è per recidere, una volta e per tutte, la catena di comando che adesso Verga è rinchiuso al 41 bis: isolato anche durante l’ora d’aria, sorvegliato a vista, colloqui con i familiari limitati, controllo della posta e molto altro ancora.

È il trattamento da sempre riservato ai boss più pericolosi, e lui è uno di questi. Speriamo che almeno stavolta si interrompa il collegamento con il mondo esterno mantenuto per mesi con uno, due, tre, quattro cellulari. Anche perché non tutti i membri della banda del kalashnikov sono stati arrestati.


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