PALERMO – La ricerca dell’arsenale dei mafiosi di San Lorenzo si concentra non solo nei casermoni dello Zen ma anche nel quartiere Arenella. C’è qualcuno che custodisce le armi. Un compito delicatissimo che potrebbe essere stato affidato a una donna.
I carabinieri del Nucleo investigativo hanno trovato due bombe a mano a casa di due indagati il giorno del blitz che ha portato in carcere alcune pedine della squadra del pizzo. Si cercano i kalashnikov, i fucili e le pistole di cui parlava Salvatore Verga mentre commissionava gli attentati ai danni di commercianti e imprenditori.
Il nuovo collaboratore di giustizia Alessio D’Agostino, il 9 maggio scorso, rispondendo alle domande dei pm della Direzione distrettuale antimafia, ha messo a verbale che nel dicembre 2025 Verga gli parlò “di alcuni borsoni di armi, anche d’assalto, che aveva fatto arrivare a Palermo dalla Puglia e questo mi fu confermato da Dionisio Mineo“.
Mineo è stato arrestato assieme a Danilio D’Ignoti per i colpi di kalashninkov esplosi pochi mesi fa in via Don Minzoni. Poco dopo tentarono di ammazzare D’Ignoti che, secondo il racconto del neo pentito, si occupa di droga sotto le direttive di Verga.
“Le armi arrivano dalla Puglia – ha aggiunto D’Agostino – dove Verga è stato in carcere, avrà stretto alleanze. Non so dove vengono detenute le armi. Posso intuire che queste armi siano detenute all’Arenella perché c’è una ragazza dell’Arenella che teneva la droga per D’Ignoti”.
L’Arenella ricade nel territorio del mandamento di Resuttana. Non è l’unico episodio che dimostra la capacità di Verga di varcare i confini del mandamento di San Lorenzo.
“Kalashnikov e bombe paesà… dobbiamo fare il prezzo e la qualità e noi voliamo… tanti soldi”, diceva al telefono nel carcere di Trani. Le armi non servivano solo per gli attentati. Verga potrebbe essere diventato un trafficante.
Ancora Verga: “… ne ho quattro nuove… quattro ne ne ho… una trentotto c’ho e sono cinque… queste che stanno arrivando e sono sette… il fucile a pompa… una quaranta…”.
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Qualcuno detiene l’arsenale del mandamento di San Lorenzo che non è stato ancora trovato. Un incarico delicatissimo su cui Verga dettava le regole: “… già mettigliela bella sistemata già lui lo sa come le deve mettere… lui le mette… dove le dobbiamo mettere queste armi?… Le mettiamo… nella valigetta … per me le possiamo mettere pure là nella valigetta perchè sono quattro pezzi”.
Armi e probabilmente anche i droni per lanciare le bombe di cui ha parlato il procuratore Maurizio de Lucia in commissione parlamentare antimafia.




