PALERMO – Oltre vent’anni di applausi e milioni di spettatori nel mondo e canzoni diventate parte dell’immaginario collettivo. “Notre Dame de Paris“, l’opera popolare firmata da Riccardo Cocciante, con oltre 20 anni di storia, continua a emozionare generazioni diverse ed è tornata a Palermo.
Sul palco del Teatro di Verdura, è presente già la storica scenografia: la cattedrale di Notre-Dame di Parigi, con i suoi celebri mostri di pietra, ossia le antichissime statue gotiche che dall’alto scrutano la città.
In scena compaiono gli spazi del campanile e del luogo dove è ambientata la drammatica storia d’amore tra Esmeralda e Quasimodo, il tutto tra muri che si ribaltano, pulsanti e corde che azionano macchinari che danno vita ai mostri di pietra.
Preparare la scenografia non è affatto semplice perché le strutture sono abbastanza pesanti, in particolare il muro che è di ferro e legno. Per montarla ci vogliono circa tre giorni di lavoro. Chi lavora dietro le quinte pensa che la scena più complessa sia quello che anticipa il Val d’Amore. Questo perché ci sono più persone che si muovono dietro ed è molto delicato.
Giò Di Tonno: “Bellissimo riproporre Notre Dame”
“L’accoglienza è stata, come sempre, affettuosissima, calorosissima, siamo molto felici. È bellissimo, dopo tanti anni, riproporre Notre Dame, che è un must, è uno spettacolo senza tempo. Lo diciamo, ormai siamo un po’ ripetitivi, però è così, è uno spettacolo che conquista, che coinvolge, rapisce tutti da sempre”, racconta Joe Di Tonno che interpreta Quasimodo.
“Il segreto è che funzionano tutti gli ingredienti, la musica è bellissima, è una storia che appassiona, che coinvolge – conclude Giò Di Tonno -, che racconta l’amore più puro, una storia che racconta anche di emarginazione, insomma, di rivendicazione di un posto nel mondo”.
Elhaida Dani: “Sono emozionata”
“Sono emozionata, devo dire, la verità”, esordisce Elhaida Dani che interpreta Esmeralda nella commedia.
“Dopo tanti anni ogni tanto cambia la scena mia preferita, può essere Zingara, perché è il primo momento in cui mi confronto col pubblico ed è sempre emozionante. Può essere vivere per amare, perché è il momento più potente di Esmeralda e si sa un po’ che anche è lei che sta un po’ accettando la fine, oppure no, oppure non lo sta accettando, vuole lottare fino in fondo, questione di punto di vista. Però Ave Maria, Pagana, per me rimane sempre un punto fermo di Esmeralda”, ha concluso.
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Gian Marco Schiaretti: “Grangoire personaggio iconico”
“Il personaggio è iconico. È, comunque, un personaggio magnetico che porta lo spettatore nello spettacolo, è anche parte stessa dello spettacolo, ma questa magia, questo dualismo tra questi due componenti, trovo che sia il fascino vero di Grangoire e ripercorre un po’ tutte quelle che sono le sensazioni dell’animo umano, quindi canta per introdurre, canta per i personaggi, canta a volte per se stesso ed è un mix vincente, credo, del personaggio stesso”, racconta Gian Marco Schiaretti che nello spettacolo interpreta il personaggio di Grangoire.
Vittorio Matteucci: “Frollo personaggio estremamente umano”
“Frollo è il personaggio estremamente umano, perché viene instradato verso una vita che vede soltanto nella quale vede soltanto due cose, la religione e la scienza e un giorno viene folgorato dalla bellezza di questo essere puro che è Esmeralda, per questo motivo ne fa di tutti i colori e reagisce esattamente come reagirebbe un essere umano, quindi con tutte le contraddizioni possibili ed è per questo anche che la gente empatizza parecchio con Frollo”, racconta di Frollo Vittorio Matteucci.



