PALERMO – L’autunno sarà la stagione delle nomine alla Regione Siciliana. I giochi all’interno del centrodestra si sono già aperti e dopo la pausa estiva arriverà il tempo delle decisioni per la guida delle società partecipate da parte del governatore Renato Schifani.
Il grande Risiko delle nomine
Le mosse del presidente della Regione puntano a cementare la maggioranza, anche in vista dello scoglio rappresentato dalle variazioni di bilancio. Spettatori interessati i partiti del centrodestra, tra chi aspira a nuove posizioni e chi punta a mantenere alcune postazioni. Nessuna riunione di coalizione, tuttavia, nelle ultime settimane e i radar captano qualche malumore tra i partiti.

La partita dell’Irfis
Diverse le caselle da sistemare nel sottogoverno regionale: la più ambita di tutti è Irfis, il braccio finanziario della Regione attraverso il quale passano tutte le misure economiche e di sostegno alle imprese stabilite dal governo. Dopo la mancata riconferma di Iolanda Riolo, Irfis è passato ad una gestione ‘tecnica’ del Cda, dove ora siedono ai dirigenti regionali Ignazio Tozzo (presidente) Vitalba Vaccaro e Giovanni Bologna.
Si tratta di una parentesi in attesa delle scelte della politica. Il Consiglio d’amministrazione di Irfis dovrebbe passare da tre a cinque componenti, scelta possibile (statuto alla mano) da parte dal socio unico Regione. Conti alla mano, ci sarebbe posto per ciascuna delle forze di maggioranza, mentre la presidenza dell’istituto sembra destinata ad un nome vicino al deputato di Forza Italia Nicola D’Agostino: voci di corridoio indicano come papabile Salvatore Nicotra, commercialista acese attuale commissario liquidatore dei Consorzi Asi di Ragusa, Enna e del Calatino di Caltagirone. Nessun cambio, invece, alla Direzione generale: confermato Giulio Guagliano.

Le manovre sulla Seus-118
In scadenza anche la governance della Seus (Sicilia emergenza-urgenza sanitaria), società che svolge il servizio 118 nell’Isola. A fine luglio la società guidata da Riccardo Castro, in quota FdI, ha approvato il bilancio d’esercizio e da quel momento è scattato il countdown per la nuova nomina. I componenti del Cda, infatti, non possono essere nominati per un periodo superiore ai tre esercizi e il loro mandato scade alla data della riunione per l’approvazione dell’ultimo bilancio.
Fratelli d’Italia chiede di mantenere la postazione e le ultime indiscrezioni raccontano di una possibile conferma di Castro, anche se per l’attuale presidente si profilerebbe una candidatura alle prossime elezioni regionali. In favore di una riconferma dell’attuale presidente, che al momento è in proroga, si è espresso il sindacato Fials 118 Sicilia. Nel caso di un mandato bis e di velleità di candidatura, però, Castro sarebbe costretto a dimettersi anzitempo. Avvicendamento in vista, invece, per quanto riguarda gli altri due componenti del Cda: Maria Stella Marino (in quota Lega) e Pietro Marchetta (FdI).
Il nodo Cts, Armao in bilico
Altro snodo cruciale è la Commissione tecnico-specialistica addetta al rilascio delle autorizzazioni ambientali alle imprese, diretta finora da Gaetano Armao. L’incarico dell’ex assessore regionale all’Economia non è stato finora confermato ma non è detto che questo non avvenga nell’immediato futuro. Anche in questo caso Fratelli d’Italia chiede di potere dire la propria.
Armao è arrivato alla guida della Cts nell’agosto del 2023. Una scelta voluta fortemente da Schifani per imprimere una accelerazione nell’esame delle varie istanze. Nel 2025 la Commissione ha esaminato 1.106 pratiche, con 865 pareri positivi relativi a investimenti per oltre sette miliardi di euro. Dati in linea con il 2024 che, in base a quanto riferito dalla Regione, “certificano l’accelerazione delle procedure amministrative, confermando il trend di crescita degli ultimi tre anni, con oltre 3.100 pareri complessivamente esitati”.
A chiedere la conferma di Armao nelle scorse ore è stata Confindustria Sicilia, con il suo presidente Diego Bivona. “Le logiche di spoil system ci spaventano per i rischi di un ritorno al passato di paralisi e mala burocrazia – ha affermato -. Tutto ciò amplifica l’allarme in un momento in cui sono in piedi importanti investimenti su rinnovabili, idrogeno e decarbonizzazione”.

Le altre nomine in ballo
Un’altra partita aperta è poi quella dell’Irca. L’istituto nato dalla fusione tra Ircac e Crias al momento è guidato da un dirigente regionale in qualità di commissario, Roberto Rizzo. Tra le scelte da fare anche quella sull’Irvo (Istituto regionale vino e olio), guidato al momento dalla commissaria Giusi Mistretta, e quelle relative ai consorzi di bonifica.
Sanità, si viaggio su un altro binario
Capitolo a parte, e cronologicamente più lontano, quello delle nomine nella sanità. Le caselle al momento libere sono quelle del Policlinico di Messina, orfano del direttore generale dopo le dimissioni di Salvatore Iacolino. Al momento la facente funzioni è Elvira Amata (soltanto omonima dell’assessora regionale al Turismo) ma il suo mandato semestrale è in scadenza e sarà necessario nominare un commissario.

La nuova selezione dei manager della sanità
In parallelo prosegue l’iter per la nuova selezione dei manager. Un procedimento avviato da Schifani con la nomina dei componenti della commissione che dovrà selezionare la rosa di candidati idonei all’incarico di dg nelle aziende sanitarie. L’organismo presieduto da Angelo Tanese, indicato da Agenas, ha già iniziato la valutazione dei titoli degli aspiranti. Un lavoro non lunghissimo ma che richiederà comunque diverse settimane.
Leggi anche
La nuova commissione dovrà selezionare le terne di candidati dalle quali l’assessore alla Salute individuerà i nomi dei manager da sottoporre al governo. Il nuovo organismo è figlio di un cambio di regole voluto da Schifani e varato in Giunta a fine 2025, che prevede procedure più rigorose per la selezione dei nuovi manager.
Due le Aziende sanitarie provinciali rette al momento da commissari e che attendono una guida stabile: Trapani e Siracusa. La nuova commissione non si occuperà dei Policlinici universitari, che seguiranno un iter differente con le indicazioni da parte dei rettori di tre nominativi sui quali sarà la Regione a scegliere.




