PALERMO – Marcare stretto il fenomeno La Vardera per non perdere il voto di protesta che è stato alla base dei successi di lista in tutte le elezioni siciliane. Le Regionali 2027 saranno un banco di prova più duro del solito per il Movimento cinque stelle nell’Isola. Dopo l’intesa Controcorrente-Progetto civico, La Vardera è un alleato un po’ meno scomodo per i pentastellati i quali, mentre cercano un nome per la presidenza della Regione, studiano le mosse al tavolo delle liste dove giocheranno la ‘carta dei sindaci’.
Il rapporto M5s-Controcorrente
Le tensioni delle settimane scorse nate dallo ‘scippo’ dei deputati regionali Carlo Gilistro e Jose Marano, che hanno abbandonato la casacca grillina per indossare quella di La Vardera, si sono allentate. A Controcorrente, movimento che ha stretto un patto con Progetto civico Italia di Alessandro Onorato, ora guarda Giuseppe Conte in vista della sfida delle primarie con Elly Schlein. In Sicilia, però, gli eredi di Beppe Grillo dovranno tenere d’occhio l’asticella del consenso.
M5s più ‘di governo’ che ‘di lotta’
Il malcontento, che è stato benzina per il motore del M5s in tanti appuntamenti elettorali, oggi sta cambiando casa. È anche questo il prezzo da pagare per un M5s cresciuto e più maturo, meno ‘di lotta’ e più ‘di governo’. Il coordinatore regionale Nuccio Di Paola, fedelissimo di Conte, è il volto di questa metamorfosi. Le elezioni regionali, però, si avvicinano e così i pentastellati affiancano il Pd nel tentativo di trovare la sintesi giusta per il campo largo.

Dialoghi romani tra Pd e M5s sulla Sicilia
Diverse voci confermano un dialogo romano Pd-M5s sulla possibilità che i dem concedano agli alleati la nomination per il candidato presidente della Regione in Sicilia. Avere il portabandiera della coalizione darebbe al Movimento cinque stelle quel ‘boost’ necessario per tenere botta davanti alla crescita di Controcorrente. I giochi sono ancora lontani dal concludersi e il centrosinistra siciliano deve ancora capire se optare per le primarie o provare a trovare la sintesi sul candidato governatore. Le primarie nazionali in questo momento sono la priorità, sia dei dem che del Movimento cinque stelle. Una volta chiuso quel capitolo, Conte aprirà quello delle regioni e la Sicilia sarà il primo punto della lista.
Idee Scarpinato e Antoci per la Regione
Nell’Isola, intanto, uomini e donne dell’ex presidente del Consiglio battono la strada di possibili candidati. Ad oggi sul tavolo c’è il nome di Di Paola ma fonti bene informate confermano che è stato sondato il terreno anche verso due personalità importanti del movimento: il senatore Roberto Scarpinato e l’eurodeputato Giuseppe Antoci. Il primo avrebbe declinato l’invito, mentre il secondo avrebbe confidato si essere concentrato al momento su suo mandato da europarlamentare. Una risposta, quella dell’ex presidente del Parco dei Nebrodi, che non chiude la porta definitivamente.
Alle Regionali il Movimento 5 stelle dei sindaci
AL di là del portabandiera del campo largo, in casa Cinquestelle si registrano i primi movimenti sulle liste. Le Regionali 2027 vedranno la discesa in campo dei sindaci pentastellati: Domenico Surdi, attuale fascia tricolore di Alcamo; Patrizio Cinque e Federico Piccitto, ex sindaci di Bagheria e Ragusa.
Surdi in campo a Trapani
Surdi quest’anno completerà il suo secondo mandato da sindaco di Alcamo, una delle roccaforti M5s in provincia di Trapani, e intende misurarsi alle elezioni regionali. Se la vedrà con la deputata uscente Cristina Ciminnisi.
A Palermo non ci sarà Sunseri, spazio a Cinque
A Palermo gli uscenti Adriano Varrica e Roberta Schillaci proveranno la riconferma, con la seconda che dovrà attendere la deroga per il terzo mandato da parte dei vertici del movimento. Varrica, invece, non avrà bisogno di deroghe dal momento che prima di sbarcare all’Ars era stato deputato alla Camera.
Ai nastri di partenza nel collegio di Palermo non ci sarà Luigi Sunseri, deputato che concluderà il suo secondo mandato all’Ars. Sunseri, che rappresenta un’altra area territoriale di consenso importante per il movimento, quella che da Bagheria va fino a Termini Imerese, non intende ricandidarsi.
L’attuale presidente della Commissione per l’esame delle attività dell’Ue lancerà al suo posto un altro famoso ex sindaco M5s, Cinque. Quest’ultimo ha guidato il Comune di Bagheria dal 2014 al 2019 e che al momento collabora con il gruppo parlamentare M5s all’Ars. Cinque, che si era autosospeso dal movimento per una vicenda giudiziaria che si è conclusa con la cancellazione di tutte le accuse nei suoi confronti, ora è rientrato a pieno titolo nelle file dei pentastellati.

Ragusa, il ritorno di Piccitto
Un altro ex sindaco che potrebbe ritornare in campo è Federico Piccitto, che nel lontano 2013 a Ragusa fu il primo sindaco siciliano del Movimento cinque stelle. A questo punto la deputata ragusana uscente Stefania Campo potrebbe scegliere altre vie: una candidatura a Roma o alle Comunali come sindaca.
Catania, Ardizzone ci riprova
Da Catania, invece, Martina Ardizzone, che ha dovuto lasciare lo scranno dell’Ars in favore di Lidia Adorno dopo un riconteggio delle schede, potrebbe tentare nuovamente l’ingresso a Sala d’Ercole. Nella lista M5s all’ombra dell’Etna potrebbe finire anche il consigliere comunale Graziano Bonaccorsi.
Leggi anche
Rebus Agrigento
Movimento da ricostruire in provincia di Agrigento, dove l’ultima prova elettorale, le Comunali del capoluogo di provincia, non sono andate bene. Il deputato uscente del collegio è Angelo Cambiano, che riproporrà la sua candidatura, ma attorno a lui c’è una lista da costruire e non sarà semplice.
LE ALTRE TAPPE DEL VIAGGIO DI LIVESICILIA FRA I PARTITI




