PALERMO – Sguardo rivolto a Roma, dove si deciderà il candidato presidente della Regione, e testa ai territori per i primi movimenti in chiave elezioni. L’estate di Forza Italia siciliana è fatta soprattutto di attesa. Gli scenari per la candidatura a Palazzo d’Orleans hanno rubato tempo al lavoro da fare sulle liste ma il commissario Nino Minardo ha aperto anche questo file iniziando il suo giro per le province dell’Isola.
Presidenza della Regione, l’attesa per le decisioni romane
Il capitolo della presidenza della Regione sarà aperto dal tavolo nazionale del centrodestra in autunno, quando la legge elettorale per le Politiche andrà in porto. A quel punto i giochi a livello nazionale saranno più chiari, anche su un eventuale election day, e la maggioranza potrà sedersi e discutere di elezioni regionali e del voto nelle grandi città, tra cui Palermo.
Il pallino del gioco sulla Sicilia sembrerebbe nelle mani di Forza Italia, come ha lasciato intendere il presidente del Senato e uomo forte di FdI, Ignazio La Russa lanciando un assist all’attuale governatore Renato Schifani. Il bis è una delle opzioni in campo, ma spetterebbe ai forzisti decidere perché nel caso in cui si dovessero prendere altre strade gli alleati potrebbero rivendicare la poltrona di Palazzo d’Orleans.
Il condizionale, però, è d’obbligo, soprattutto alla luce dell’uscita del predecessore di Schifani, Nello Musumeci. Oltre a sottolineare che la regola del presidente uscente “non esiste più”, Musumeci ha aggiunto una specifica ulteriore che riporta la palla a centrocampo: “Vorrei capire in base a quale titolo Forza Italia ha chiesto e ottenuto di avere il candidato presidente della Regione”. Parole pesantissime che gettano pepe sul piatto del centrodestra.

Forza Italia e il puzzle candidature, la linea Minardo
In autunno si vedrà. Il puzzle delle candidature, intanto, prevede destini incrociati tra le Politiche e le Regionali. Chi intende essere protagonista in qualche modo non può che muovere ora i primi passi, qualunque sia l’approdo. La linea per Forza Italia, sulle elezioni regionali, l’ha dettata poco tempo fa Minardo: “Per Forza Italia un’unica lista, forte e competitiva”.
L’uomo inviato da Roma per pacificare il partito non vede di buon occhio l’ipotesi di una seconda lista d’ispirazione azzurra. Cosa ben diversa sarebbe, invece, una ‘lista del presidente’ che farebbe diretto riferimento al candidato governatore. Una ipotesi, quest’ultima, auspicata anche da Totò Cardinale in una intervista con LiveSicilia.

Forza Italia, i giovani in rampa di lancio
Il secondo segnale che Minardo vuole dare è quello di un rinnovamento del partito. Va in questa direzione la voce su una possibile candidatura di Fabrizio Tantillo, figlio del presidente del consiglio comunale di Palermo, Giulio, e segretario dei giovani di Forza Italia in Sicilia. Tantillo junior è uno dei collaboratori di Schifani a Palazzo d’Orleans. Dall’altra parte della Sicilia, per la lista di Forza Italia a Catania, si fa il nome di Antonio Montemagno, vice segretario nazionale di Forza Italia Giovani e consigliere comunale di Caltagirone.
Palermo, la corsa dei big delle preferenze
Su Palermo scalda i motori l’assessore regionale alle Attività produttive e deputato uscente Edy Tamajo, nome spendibile anche per le Politiche in caso di reintroduzione delle preferenze. Nel caso in cui Tamajo dovesse optare per Roma lancerebbe sulle Regionali il consigliere comunale di Palermo Salvo Alotta. L’assessore, con un post sul suo blog, ha lanciato anche segnali per le Comunali di Palermo, ma se la presidenza della Regione dovesse restare in quota Forza Italia a quel punto sarebbe FdI a puntare su Palazzo delle Aquile.
Potrebbe rientrare in campo anche un altro nome importante nella storia di Forza Italia, l’ex presidente dell’Ars Francesco Cascio, che oggi guida la Partecipata regionale Sicilia Digitale. In rampa di lancio per le Regionali anche gli altri due deputati forzisti uscenti: Gaspare Vitrano e Marco Intravaia. Potrebbero essere della partita, inoltre, l’attuale assessore regionale alla Salute, Marcello Caruso, e l’assesore all’Ambiente del Comune di Palermo Pietro Alongi, molto vicini a Schifani. Tanti nomi che, però, dovranno scontrarsi con la necessità di garantire la quota femminile per la rappresentanza di genere.
Forza Italia, ad ogni modo, sembra attirare tanti attori della politica palermitana. I posti in lista, del resto, sono 16. Gioca la sua partita anche Giorgio Mulè, che punta alla candidatura alla presidenza della Regione. A Palermo il vice presidente della Camera si affida al consigliere comunale Gianluca Inzerillo e avrebbe avviato anche un fitto dialogo con l’assessore comunale all’Emergenza abitativa Fabrizio Ferrandelli. Suggestiva anche la voce di un possibile rientro in Forza Italia di Gianfranco Miccichè nel caso in cui Mulè la spunti nella corsa per Palazzo d’Orleans.
La guerra dentro Forza Italia catanese
A Catania sarà sfida a tra gli uscenti Nicola D’Agostino e Salvo Tomarchio, ai quali si aggiungerà l’eurodeputato Marco Falcone, con quest’ultimo che intende giocarsi fino all’ultimo le chance di una candidatura alla presidenza. L’ex assessore regionale all’Economia non fa mistero di lavorare anche ad una sua eventuale lista del presidente. Il nome scelto eventualmente da Falcone per rappresentarlo nella sfida del collegio catanese potrebbe essere quello di Marco Corsaro, sindaco di Misterbianco.
La guerra scoppiata qualche settimana fa tra Falcone e il trio formato da Tomarchio, D’Agostino e dal parlamentare nazionale Giuseppe Castiglione per il controllo di Forza Italia all’ombra dell’Etna è stata risolta da Minardo con una gestione collegiale del partito. Saranno le Regionali, però, a decidere chi potrà fare la voce grossa realmente.
Trapani, possibile new entry in Forza Italia
Girandola di nomi anche per la provincia di Trapani, dove la novità potrebbe essere rappresentata dall’ex sindaco di Marsala Massimo Grillo. Le ultime Amministrative nella cittadina lilibetana hanno dimostrato il patrimonio di consenso messo insieme da Grillo. Difficile stabilire quale sarà lo sbocco (probabilmente le Politiche), ma di certo Minardo ha incassato la volontà dell’ex sindaco ad impegnarsi con Forza Italia su tutti i fronti.
Dalla città del vino, secondo i rumors, arrivano poi altri due nomi importanti: quello del deputato regionale uscente Stefano Pellegrino, in ottimi rapporti con Falcone, e del presidente di Airgest Salvatore Ombra. Quest’ultimo, in caso di impegno politico, dovrebbe lasciare la società di gestione dell’aeroporto di Birgi. Completa il quadro il segretario provinciale ed ex deputato regionale Toni Scilla, mentre da tempo si racconta dell’ottimo rapporto tra il presidente del Libero consorzio di Trapani, nonché sindaco di Mazara del Vallo, Salvatore Quinci, e Mulè.

Ad Agrigento il dopo-Gallo
Nella vicina Agrigento ci sarà la corsa a ricoprire lo spazio politico lasciato da Riccardo Gallo, costretto alle dimissioni dopo l’indagine sul Cefpas che lo ha coinvolto. Scontata la ricandidatura dell’uscente Margherita La Rocca Ruvolo, mentre si attende di capire cosa intende fare Luigi Salvaggio, entrato al posto di Gallo e al momento iscrittosi al gruppo Misto all’Ars. Su Agrigento Minardo lavora anche per l’ingresso dell’ex sindaco di Sciacca Fabrizio Di Paola.
Caltanissetta, il ritorno di un nome noto della politica siciliana
Il collegio di Caltanissetta vedrà la ricandidatura di Rosa Cirrone Cipolla, subentrata a Michele Mancuso. Nella provincia nissena, per Forza Italia, potrebbe esserci il ritorno dell’ex deputato e assessore regionale Gianluca Miccichè, oggi consigliere comunale a Caltanissetta. A fortificare la lista degli azzurri potebbe arrivare anche l’attuale sindaco di Caltanissetta, Walter Tesauro.
Enna, Siracusa e Ragusa: Lantieri e Gennuso e Cassì in pole
E Enna e Siracusa scontate le ricandidature rispettivamente di Luisa Lantieri, attuale vice presidente dell’Ars, e Riccardo Gennuso. Tra i possobili outsider nella provincia aretusea anche Giuseppe Di Mare, attuale sindaco di Augusta. Su Ragusa, provincia di Minardo, i nomi in pole position sono quelli del sindaco del capoluogo ibleo, Peppe Cassì, e dell’ex deputato regionale ed ex sindaco di Ispica Innocenzo Leontini.
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Messina, Forza Italia riparte da zero
Tutta da ricostruire, invece, la casa di Forza Italia in provincia di Messina. Le ultime elezioni comunali sono state una debacle per gli azzurri. Dopo la pausa estiva, quella messinese sarà una delle prime tappe del tour di Minardo. Alcuni giorni fa Bernardette Grasso ha smentito le voci che la davano in partenza con direzione Sud chiama nord. La lista per le Regionali dovrebbe potere contare su Beppe Picciolo, mentre restano ancora da decifrare le scelte di Tommaso Calderone. L’attuale presidente della commissione bicamerale per il Contrasto degli svantaggi derivanti dall’insularità potrebbe decidere di tornare a correre per un seggio all’Ars.
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