Fatevi avanti

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Il nostro giornale intraprende una nuova campagna. L'auspicio è che il testo sulla spending review possa essere modificato e reso più aderente al decreto Monti. In quanti risponderanno?

PALERMO – Per favore, risparmiateci anche questa. Dopo mesi di meline, dimissioni e polemiche, nei giorni scorsi la commissione dell’Ars che avrebbe dovuto più o meno copiare il decreto Monti, quello che taglia i costi dei consigli regionali, ha partorito il suo testo. Che col decreto Monti ha poche parentele, come spiega bene Accursio Sabella nell’articolo che oggi leggete in apertura del nostro giornale. Dove si sarebbe dovuto, e potuto, tagliare col machete, i deputati regionali hanno preferito lavorare di cesello. Imponendosi qualche fioretto che non costasse troppo sacrificio alle proprie tasche. Un atteggiamento difficilmente tollerabile nei giorni neri della crisi che tanti siciliani non tutelati stanno vivendo sulla propria pelle.

Di tutto il quadretto che trovate descritto con perizia nell’articolo sopra citato, c’è un dettaglio che forse più degli altri infastidisce. Quel richiamo all’autonomia, sempre rievocata come un ritornello, uno straccio ormai logoro e consunto per ammantare di retorica privilegi sempre più insopportabili. E ingiustificati. Che se poi questi privilegi si fossero estesi negli anni dagli inquilini del Palazzo a quanti ne restano fuori, così come nell’autentico spirito dell’autonomia è magari successo ad altre latitudini, sarebbero stati forse persino digeribili. Ma basterebbe ai novanta di Sala d’Ercole affacciarsi per un attimo dalle finestre di Palazzo d’Orleans, per rendersi conto del disastro e della sofferenza che si consumano al suo esterno, sofferenze che l’Ars degli stipendi d’oro non è stata capace di alleviare in qualche modo in questi anni.

Di più. Proprio nei giorni successivi al parto della spending review light in salsa sicula, è toccato assistere a una raffica di sedute sprint di Sala d’Ercole, mezz’oretta e tutti a casa, non una, ma tre volte di fila. Tutto bloccato per le faide che hanno provocato l’impasse della prima commissione (e conseguentemente dell’Aula), impasse da cui si è usciti solo l’altro giorno. Un supplemento di spettacolo che ci dà oggi, se mai ce ne fosse bisogno, una ragione in più per chiedere un sussulto ai deputati.

È questo che da oggi il nostro giornale reclama all’Assemblea e ai suoi novanta membri. Già il presidente Ardizzone ha auspicato che nel passaggio d’Aula il testo uscito dalla commissione possa essere modificato e reso più aderente alla norma nazionale. Sacrosanto auspicio. Da oggi e fino a quel giorno, chiediamo a chi ci sta di farsi avanti. Senza trucchi e infingimenti. Possibilmente numeri alla mano. In quanti ci risponderanno?

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