PALERMO – “Feuersnot”, opera giovanile di Richard Strauss, ha inaugurato ieri sera la stagione 2014 della Fondazione Teatro Massimo di Palermo. Mai rappresentata a Palermo e solo due volte in Italia, è stata una felice riscoperta, accolta dal pubblico con un consenso senza esitazioni. Monaco di Baviera, dove è ambientata l’opera è diventata, fatalmente, Palermo, con una piazza della Vicaria, e tante sedie che piovono dal cielo, forse un omaggio velato al grande Lele Luzzati che delle sedie fece un suo cavallo di battaglia. Ma prima ancora dell’entrata del direttore Gabriele Ferro, un prologo mimato, voluto dalla regista Emma Dante, introduce nell’azione dell’opera comica – che di comico ha ben poco – verso la notte di San Giovanni, il solstizio d’estate, quando i sensi si risvegliano e si accendono i fuochi, proprio come avviene in Sicilia per San Giuseppe. Ma il protagonista, un eccellente Dietrich Henschel (che si alternerà con Thomas Hall) nel ruolo di Kunrad, un mago circondato da spiriti e da diavoli e rifiutato dalla bella e brava Nicola Beller Carbone (Brigitte Wohlfarth nel secondo cast), punisce tutta la comunità togliendole il fuoco e la luce. Il palcoscenico resta al buio, e con esso Palermo, fin quando non sboccerà di nuovo l’amore, non quel sentimento mistico che aveva ispirato Wagner, ma quello sensuale che Strauss canta con una partitura estremamente moderna, emozionante, diretta con grandissima efficacia da Gabriele Ferro, che di Strauss è un vero specialista. Nell’opera si sentono gli echi e gli omaggi a Wagner e i valzer, bellissimi, che preludono al “Rosenkavalier”, capolavoro del compositore bavarese. Sfavillante e di grande impatto visivo il finale, quando i mimi e gli attori daranno vita a una danza sfrenata del fuoco con centinaia di nastri rossi. Peccato che all’inizio il palcoscenico sia troppo affollato, tra cori, attori, cantanti, ci sono in scena circa duecento persone, veramente troppe, e questo toglie pulizia visiva al segno scenico. Di grande efficacia il coro di voci bianche, istruito da Salvatore Punturo. C’è un particolare della bella scena di Carmine Maringola che allude a Palermo: oltre la piazza c’è un enorme vampa, come se la città intera bruciasse tra le fiamme dell’inferno. Si replica fino al 26 gennaio. Nella sala pompeiana, inoltre, si può visitare una mostra di belle foto di Rosellina Garbo che illustrano i passaggi dell’allestimento di “Feuersnot”.
L'opera non era mai stata rappresentata a Palermo e solo due volte in Italia.
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