PALERMO – “Qualcuno ci dovrà risarcire, non sappiamo chi ma qualcuno dovrà pur farlo”. Lo sfogo è di Paolo Ponzo, uno dei tre titolari del Berlin Cafè, uno dei locali della movida palermitana all’angolo tra via Isidoro la Lumia e via Quintino Sella. Uno sfogo dovuto alla chiusura dell’esercizio commerciale, effettuata questa mattina dalla Polizia municipale, in seguito a un verbale per occupazione di suolo pubblico.
E fin qui nulla di strano, se non fosse che la vicenda vissuta da Ponzo e dagli altri titolari, ovvero Carlo Bonaccorso e Alfonso Zambito, non fosse così surreale. Perché il locale a inizio 2013 aveva ottenuto una regolare autorizzazione all’occupazione del suolo pubblico: poco più di nove metri quadrati davanti ai civici 19 e 21 di via La Lumia. Ma dopo la chiusura estiva, al rientro dalle ferie, i titolari su quello spazio pubblico regolarmente pagato ci hanno trovato i ponteggi di una impresa edile che stava ristrutturando il palazzo soprastante il locale. “Ci siamo meravigliati di quell’occupazione e abbiamo chiesto spiegazioni alla ditta – dice Ponzo – ma ci hanno mostrato una regolare autorizzazione. Insomma, il Comune ha concesso lo stesso spazio a due ditte diverse”. L’impresa poteva occupare 71 metri quadrati per piazzare i pali e i cassoni, esattamente dove dovevano invece stare sedie e tavoli. “E così abbiamo messo tre o quattro tavolini in via Sella, dall’altro lato – dice Ponzo – ma i vigili ci hanno multato e ora ci fanno chiudere”.
La multa in sé è legittima, ma è indubbio che il Comune abbia sbagliato, così come ammesso dallo stesso Suap che ha invitato i vigili a ritirare il verbale in autotutela. Peccato che da via Dogali abbiano risposto picche: a ritirare il provvedimento deve essere il Suap. E così, in questo rimpallo di responsabilità, il locale è stato nel frattempo chiuso.
“Stamattina uno dei miei colleghi ha tentato di opporsi alla chiusura ma rischiavamo una denuncia e quindi abbiamo preferito presentare ricorso – continua Ponzo -. Se domani l’assessore non ci darà risposte, ricorreremo al Tar e chiederemo i danni”.
LA REPLICA DEL SERVIZIO SUOLO PUBBLICO
“Non è corretto riferire che l’occupazione abusiva è giustificata da un presunto errore e il Comune non ha sbagliato perché il ponteggio sarebbe stato ugualmente autorizzato, dal momento che i lavori di ristrutturazione di un immobile hanno la precedenza sulla concessione dello stesso suolo pubblico per un’attività di ristorazione. Tanto più se il titolare del locale è direttamente coinvolto nelle scelte operate dal condominio“. Lo dice Marina Pennisi, dirigente del servizio Occupazione suolo pubblico e Pubblicità del comune di Palermo.

