"Rischio delocalizzazione per 4u| In bilico 400 posti di lavoro"

“Rischio delocalizzazione per 4u| In bilico 400 posti di lavoro”

“Rischio delocalizzazione per 4u| In bilico 400 posti di lavoro”

Dalla fine di giugno il servizio Sisal Machtpoint che si occupa di fornire assistenza ai titolari di un conto di gioco, si sposta a Tirana, in Albania, dove i costi del lavoro sono decisamente ridotti rispetto all'Italia.

La nota della Cgil
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PALERMO – Il fenomeno delle delocalizzazioni delle attività di call center non si arresta. Questa volta, dopo il caso di Accenture, a essere colpita è la 4u servizi, azienda di call center che a Palermo impiega 400 lavoratori. A rischio sono in totale 2 mila lavoratori. Dalla fine di giugno il servizio Sisal Machtpoint di 4u che si occupa di fornire assistenza ai titolari di un conto di gioco, si sposta a Tirana, in Albania, dove i costi del lavoro sono decisamente ridotti rispetto all’Italia. Con Sisal Matchpoint i dati personali dei titolari del conto non verranno più gestiti in Italia, con conseguenze anche sulla sicurezza di carte di credito e Iban. “Denunciamo con forza questa corsa cieca al massimo ribasso, che non tiene conto dei livelli occupazionali dei lavoratori interessati, assunti spesso con sgravi fiscali in Italia, e che cela dietro un ulteriore sfruttamento delle risorse pubbliche senza garanzie sui dati degli utenti”, attaccano il segretario della Slc Cgil di Palermo Maurizio Rosso e la componente di segreteria Rosalba Vella. La Slc Cgil Palermo chiede, pertanto, un intervento decisivo delle istituzioni locali e nazionali affinché questa pericolosa emorragia possa bloccarsi. “4U è un’azienda che va sostenuta. Le istituzioni politiche devono capire che è il settore del futuro: queste aziende prima si occupavano solo di telefonia ora offrono servizi – aggiungono Rosso e Vella – E un lavoro che si perde. Se chiudono Accenture, 4U e Almaviva vanno in fumo a Palermo 8 mila posti di lavoro. Chiediamo un tavolo, una politica industriale per individuare una soluzione per non perdere questa occasione che riguarda il futuro occupazionale di migliaia di giovani”.

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