PALERMO – “La legge nazionale n. 114 del 11 agosto 2014 – afferma Angelo Figuccia, consigliere comunale di Forza Italia – prevede, tra gli altri provvedimenti legati alla riduzione della spesa pubblica, anche il contenimento degli oneri contrattuali e delle assunzioni di personale delle società partecipate del Comune, ed addirittura il mancato riconoscimento del contratto nazionale di lavoro della categoria, affidando, così, ai singoli enti locali, e quindi ai Comuni, la possibilità di trattare direttamente con i sindacati le condizioni di lavoro. A questo punto, è lecito domandarsi cosa intende fare il sindaco alla luce di queste nuove disposizioni di legge. Considerato che non si applica più il contratto nazionale e le relative disposizioni, come, ad esempio, gli automatismi di carriera, con un’interrogazione scritta ho chiesto ad Orlando quali garanzie hanno gli attuali dipendenti delle aziende partecipate del Comune per non perdere i diritti finora acquisiti e quindi le legittime aspettative per un miglioramento della propria posizione contrattuale. Se da un lato è giusto che il Comune provveda ad una riorganizzazione della pianta organica delle varie aziende, anche attraverso trasferimenti da una società ad un’altra, dall’altro lato è doveroso che l’Amministrazione comunale non metta a rischio i livelli retributivi di ciascun lavoratore. In parole povere, se qualcuno cambia mansione o ruolo, non per questo deve perdere parte del proprio salario. Il previsto futuro accorpamento delle società partecipate porterà sicuramente ad una riduzione delle figure dirigenziali e della governance, che attualmente costano circa il 30 per cento del totale della spesa per le retribuzioni. Quindi, se c’è da tagliare qualche voce delle uscite, questa deve essere individuata soprattutto tra i dirigenti, che finora non hanno subito alcuna riduzione né di numeri né, tanto meno, di stipendio. Anzi, gli alti burocrati sono gli unici che portano a casa ricchi e sostanziosi premi di produzione, spesso slegati dalla realtà e dall’effettivo raggiungimento degli obiettivi”.
"Considerato che non si applica più il contratto nazionale e le relative disposizioni, come, ad esempio, gli automatismi di carriera, con un’interrogazione scritta ho chiesto ad Orlando quali garanzie hanno gli attuali dipendenti".
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