RAGUSA – Cinque grandi pareti, cinque artisti internazionali, sette giorni per fare la rivoluzione a colori. Si scrive un nuovo capitolo della storia della città di Ragusa: la provincia più meridionale d’Italia, la cui architettura tardobarocca ha meritato di essere tutelata dall’Unesco come patrimonio dell’umanità; la città che è entrata dentro i salotti di mezzo mondo attraverso gli schermi televisivi, in qualità di set – e spesso di protagonista silente – delle indagini del Commissario Montalbano di Camilleri e RaiUno, si prepara a entrare in un circuito artistico contemporaneo che la accomunerà alle grandi metropoli europee e mondiali, grazie a una nuova, inedita, chiamata alle arti. Anzi, alla street art.
Si chiama FestiWall, ed è un evento che, primo nel suo genere, animerà per una intera settimana, fino al 27 settembre, la zona sud di Ragusa Superiore, il quartiere più nuovo, e meno noto, di Ragusa, rispetto alla magica e famosissima Ibla più vissuto ma ingrigito da decenni di speculazione edilizia e cementificazione. A volerlo e a patrocinarlo l’assessorato alla cultura del Comune di Ragusa, la casa di produzione Extempora e l’associazione culturale S/Oggetti negativi.
Su cinque grandi edifici, sia pubblici che privati, sono già iniziati i lavori di preparazione per l’arrivo dei cinque artisti che cambieranno il volto della città: si tratta del portoghese Daniel Eime, degli italiani Pixel Pancho, Moneyless e Millo, e della polacca Natalia Rak. Sta a loro, adesso, dare la loro visione del Val di Noto: Ragusa sarà adesso non solo pietra gialla di calcare e di sole, ma colore e arte pubblica, grazie a grandi opere che rimarranno come eterno patrimonio comune, come accade nei quartieri di Roma e di Berlino, come accade già nel Borgo Vecchio di Palermo. Proprio da Borgo Vecchio nasce una delle collaborazioni del festival: sarà infatti presente una delegazione palermitana all’appuntamento conclusivo dell’evento, domenica 27, durante il quale si discuterà della valenza sociale e politica degli spazi pubblici nelle città.

