PALERMO – La scadenza per la consegna delle liste da parte dei gruppi parlamentari era fissata al 30 settembre. Ma non tutti l’hanno rispettata. E, soprattutto nella maggioranza, la sensazione è che per il rimescolamento delle commissioni dell’Ars non ci sia troppa fretta. Anche perché, con un rimpasto annunciato, gli incarichi nelle commissioni tornano utili per una distribuzione di poltrone che lasci meno scontenti i tanti pretendenti. Tra i gruppi che a stamattina non hanno presentato alla presidenza la lista con i nomi dei componenti delle nuove commissioni, ci sono proprio il Pd e l’Udc, i due principali partiti della maggioranza. Hanno rispettato la scadenza invece il Movimento 5 Stelle, il gruppo misto e il Cantiere popolare. Il Megafono oggi ha diramato con un comunicato stampa: “Per la commissione Affari Istituzionali abbiamo indicato il deputato Antonio Malafarina, per la commissione Bilancio sarò io stesso il componente, per la commissione Lavoro e per la commissione Territorio ed Ambiente è stato indicato il deputato Marco Forzese, per la commissione Sanità il deputato Nino Oddo ed infine per la commissione Ue il vice presidente Ars Antonio Venturino”, fa sapere il capogruppo Giovanni Di Giacinto, che auspica che si proceda in tempi stretti. Il presidente Giovanni Ardizzone ha già convocato per martedì prossimo la conferenza dei capigruppo, che dovrebbe affrontare anche questo argomento. Sul tavolo, però, ci sono anche le questioni di rappresentanza sollevate da alcuni gruppi. Come l’Udc, che oggi ha scritto alla presidenza contestando il fatto di non avere assegnato nessun posto nella quarta commissione. Anche Forza Italia e il misto hanno presentato dei rilievi. Il capogruppo del Pd Antonello Cracolici (che è anche presidente della prima commissione) sottolinea invece un problema politico: “Non c’è nemmeno un’intesa politica sulle future presidenze. Il che rende più complicato designare i membri. A mio avviso il riordino delle commissioni, che non si è mai fatto dal 2001, ci creerà più problemi di quanti si vogliano risolvere. Ma certo no sarò io a mettermi di traverso”. I tempi si allungano, insomma, e potrebbero alla fine coincidere con quelli della formazione del nuovo governo “politico” di Rosario Crocetta.

