Optissimo, sit-in dei dipendenti

Optissimo, sit-in dei dipendenti

Optissimo, sit-in dei dipendenti

"Non abbiamo mai conosciuto il piano industriale pur avendolo chiesto", dice Mimma Calabrò della Cisl. Rifondazione: "Solidali con le lavoratrici e i lavoratori".

PALERMO – Continua il sit-in dei dipendenti del gruppo Optissimo in via Ruggero Settimo che chiedono certezze sul proprio futuro lavorativo. “Non abbiamo mai conosciuto il piano industriale pur avendolo chiesto – dice Mimma Calabrò della Cisl – stessa cosa per andamento economico e pianta organica. E ora scopriamo che si vuole trasferire il cuore dell’azienda a Bologna. Perché? Come si può chiedere ad un dipendente dopo 20 anni di fare le valigie? Confrontiamoci e ragioniamo sulle possibili soluzioni”.

“Rifondazione Comunista Palermo – si legge in una nota – è solidale con le lavoratrici e i lavoratori del settore amministrativo di Optissimo che sono in questi giorni in lotta per difendere i proprio diritto al lavoro e il diritto a vivere in questa città. L’azienda è stata ceduta dalla famiglia Randazzo ad Avanzi a sua volta di proprietà di Gran Vision che fa capo a HAL Holding, multinazionale olandese. La nuova proprietà – dichiarano in una nota congiunta Vincenzo Fumetta e Frank Ferlisi rispettivamente segretario e responsabile lavoro della Federazione di Rifondazione Comunista Palermo – ha deciso di concentrare tutto il settore amministrativo a Bologna, così dall’oggi al domani una cinquantina tra lavoratrici e lavoratori o accetteranno il trasferimento coatto o perderanno il posto di lavoro. Cgil e Cisl hanno dato chiari segnali di voler trovare una soluzione aprendo la trattativa e avanzando delle richieste ragionevoli ma l’azienda pare sorda a qualsiasi suggerimento sapendo che ha dalla loro parte la protezione delle leggi liberiste che regolano il mondo del lavoro. Palermo – concludono i due esponenti politici – non può permettersi di perdere altri cinquanta posti di lavoro e la lotta degli uomini e delle donne di Optissimo è lotta per evitare alla città ulteriore degrado economico e sociale. Per tale ragione Rifondazione Comunista è a fianco delle lavoratrici e dei lavoratori e delle loro organizzazioni sindacali e chiede all’azienda di aprire un tavolo di trattativa con i sindacati”.

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