PALERMO – Sul comune di Palermo rischia di abbattersi l’ennesimo tsunami. Dopo la sospensione delle Ztl, il Tar rifila un altro schiaffo all’amministrazione Orlando annullando la nomina di dirigente tecnico a tempo determinato di Graziella Pitrolo. Una vicenda che, al di là del caso particolare, rischia di avere serie conseguenze su tutta la burocrazia di Palazzo delle Aquile.
L’anno scorso, infatti, il Professore ha nominato 14 dirigenti per un anno: 13 interni e uno esterno, per lo più tecnici, andando così a colmare le lacune in pianta organica. L’idea era quella di tappare le falle preparando, nel frattempo, i concorsi a tempo indeterminato. Una scelta che ha sollevato più volte polemiche, specie da parte del Movimento cinque stelle che ha puntato il dito contro la discrezionalità delle scelte e ha invitato Roma a inviare gli ispettori.
Al netto delle polemiche, però, adesso arriva la sentenza del Tribunale amministrativo. Uno degli esclusi, ossia l’architetto Vincenzo Polizzi (uno dei vecchi dirigenti tecnici retrocessi a funzionari dopo una sentenza del Tar) aveva infatti presentato ricorso contro la nomina della collega Graziella Pitrolo, nominata il 28 luglio 2015 dirigente per la Pianificazione territoriale. Polizzi aveva infatti partecipato alla selezione dei 14 dirigenti tecnici, ma a vincere il posto era stata la Pitrolo: per Polizzi però il Comune non ha motivato adeguatamente la scelta. Il Tar ha condiviso la sua tesi e ha annullato la nomina della Pitrolo.
Tutto qui? No, perché al di là del caso particolare e dei possibili altri ricorsi la sentenza del Tar tocca anche un altro punto assai più dirimente. Una volta acquisite le domande di partecipazione alla selezione, è stato il sindaco Orlando in persona a scegliere i 14 nomi con una lettera del 17 giugno 2015, in seguito alla quale sono state emanate le singole nomine e firmati i contratti. Il punto è che il Tar ha annullato anche la lettera del primo cittadino, che era alla base della nomina degli altri 13 dirigenti. In poche parole, tutti i dirigenti sono a rischio decadenza, sebbene i contratti scadranno tutti fra qualche mese.
Ma al netto della sentenza del Tar, il problema è che i concorsi non sono ancora partiti e quindi dal prossimo autunno il Comune si ritroverà con un solo dirigente tecnico, il che vorrebbe dire portare quasi alla paralisi molti uffici come accaduto qualche anno fa.
LE REAZIONI
“Eravamo contrari al metodo utilizzato dall’amministrazione e i fatti ci danno ragione – dice il capogruppo Fi Giulio Tantillo – Ancora una volta questa amministrazione incassa un flop. Non abbiamo nulla contro i dirigenti selezionati, ma credo che sarebbe stato più opportuno, in attesa della mobilità o dei concorsi, affidare gli uffici agli ex dirigenti vincitori di concorso ma retrocessi, assegnando loro le alte professionalità. Il compito prioritario adesso è quello di coprire i posti che sono comunque in scadenza. I provvedimenti tampone non servono, ci vogliono invece certezze negli uffici tecnici per evitare disservizi e malessere tra i lavoratori”.
“La sentenza del Tar che ha annullato la nomina di uno dei dirigenti tecnici scelti dal sindaco Orlando mette a rischio tutti i dirigenti a tempo, con il pericolo di una paralisi dell’intero Comune – dice il capogruppo dei Comitati Civici al consiglio comunale di Palermo Filippo Occhipinti – Speriamo si trovi una soluzione immediata per evitare l’ennesimo flop, la città ha mille emergenze, anche se già nel dicembre del 2014 avevamo denunciato le anomalie di questa procedura con cui Palermo è tornata nel Medio Evo con il sindaco che sceglie vassalli e valvassori. Il Tar conferma i dubbi che avevamo sui criteri di selezione, il concorso per titoli sarebbe stato più trasparente anziché far scegliere solo il primo cittadino. Resta il fatto che si tratta dell’ennesimo procedimento di questa amministrazione a rischio impugnativa: Palermo merita di più”.
“È ormai una triste consuetudine quella che vede i provvedimenti adottati dalla giunta Orlando annullati dal giudice amministrativo – dice Andrea Mineo di Fi – I cittadini palermitani sono stufi dell’approssimazione con la quale vengono compiute scelte talvolta di grande rilevanza. È ora di cambiare”.

