A Gangi premio Italiani nel mondo | Riconoscimento per Santi Consolo

A Gangi premio Italiani nel mondo | Riconoscimento per Santi Consolo

A Gangi premio Italiani nel mondo | Riconoscimento per Santi Consolo

Uno dei premi al magistrato che oggi è a capo del Dap: “Felice di riceverlo nella mia città”.

La premiazione
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Al magistrato Santi Consolo, oggi a capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, è stato consegnato il premio “Italiani in patria e nel mondo”. La cerimonia si è svolta a Gangi, nello splendido Palazzo Bongiorno e ha rappresentato uno degli eventi clou della manifestazione itinerante organizzata e voluta dall’associazione “GlobeItalia” di Pietro Paolo Poidimani e Rosa Di Bella. Una manifestazione partita dalla cittadina di Caravaggio e che dedica alla Sicilia, ogni anno, una appendice nell’Isola.

Quest’anno sono quattro i comuni coinvolti: Castellana Sicula, Polizzi Generosa, Blufi e, appunto, Gangi. Il Premio è nato per promuovere la cultura della Sicilia nel mondo ed è diventato un consueto appuntamento per rendere merito a delle personalità che si sono distinte nella letteratura, nel giornalismo, nella divulgazione della storia e della cultura siciliana. L’anno scorso il premio era andato, tra gli altri, alla Società Italiana di traumatologia della strada, presieduta da Andrea Costanzo: “E’ stata una grande soddisfazione, visto che sono stati riconosciuti i meriti della nostra associazione. Quest’anno – continua – ho il piacere di premiare, anche in qualità di presidente dell’associazione Siciliani nel mondo, il magistrato Santi Consolo, la cui storia parla da sola”.

E Consolo si dice “doppiamente lieto per questo riconoscimento”, racconta. “La soddisfazione è duplice – spiega Consolo – perché la premiazione è avvenuta a Gangi, il paese in cui sono nato. Non conosco ancora – aggiunge – le motivazioni alla base della premiazione. Io credo di lavorare nella normalità, ma fa indubbiamente piacere il fatto che il proprio impegno professionale venga considerato degno di nota”.

Una carriera lunga e ricca di incarichi prestigiosi, in effetti, quella di Consolo: alla metà degli anni ’80 è sostituto procuratore a Nicosia, giungerà poi a cavallo degli anni ’90 al tribunale di Palermo dove svolgerà le funzioni di sostituto presso la procura generale fino al 1998. In quell’anno diventa componente del Csm fino al 2002. Dal 2003 invece è in servizio presso la Procura generale della Cassazione. Dal 2008 l’impegno al Dap, prima come vice capo dipartimento, quindi dopo gli incarichi di procuratore generale presso le corti d’appello di Catanzaro prima e Caltanissetta poi, nel 2014 diventa capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, incarico che svolge tutt’ora “e che ricopro con grande passione – racconta Consolo – anche perché si tratta di un settore nel quale si può ancora fare molto e che rappresenta un parametro di valutazione anche sui progressi del paese a livello internazionale. Basti pensare – spiega – che l’Italia recentemente è uscita dalla procedura d’infrazione dell’Europa proprio per il sovraffollamento delle carceri”. Un settore delicato, dove i problemi sono sempre nuovi: “Ultimamente – spiega infatti Consolo – stiamo affrontando nuove emergenze come quelle relative alla radicalizzazione di soggetti che vivono in stati di emarginazione e disagio sociale. Ma stiamo facendo un buon lavoro, anche e soprattutto grazie all’impegno, al senso del dovere, alla serietà e alla professionalità della polizia penitenziaria”.

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