PALERMO – Controlli a tappeto e gli inabili temporanei della Rap diminuiscono “magicamente”, passando dal 13,2% ad appena il 6% su un totale di 2.007 dipendenti. Nell’azienda palermitana che si occupa dell’igiene pubblica, infatti, c’era qualcosa che non andava: nel 2014, anno del passaggio da Amia a Rap, c’era stata infatti un’impennata di coloro che non potevano svolgere le mansioni più pesanti. Spazzini e autisti che, temporaneamente, dovevano occuparsi di fare i guardiani, i portieri o gli addetti alle pulizie. Un aumento che ha insospettito i vertici aziendali e in effetti le verifiche hanno permesso di passare dai 270 inabili temporanei di aprile 2016 ai 120 di questo gennaio, facendo tornare i dipendenti per strada o a Bellolampo.
“La miglior tutela di coloro che hanno oggettive limitazioni all’esercizio delle proprie mansioni – ha detto il Sindaco – consiste nella costante verifica delle condizioni di ciascuno, proprio per far sì che la salute e la sicurezza dei lavoratori vadano di pari passo con l’efficienza dell’azienda”.
Dal 23 luglio 2013 a oggi la Rap, attraverso controlli a tappeto, ha applicato 2025 provvedimenti disciplinari per un totale di 1.594 ore di multe, 19 dipendenti licenziati e 685 hanno ricevuto giornate di sospensione (in 78 un giorno di sospensione, in 50 sono stati sospesi per 2 giorni, in 54 per 3 giorni, in 28 per 4 giorni, in 115 per 5 giorni, in 30 per 6 giorni, in 42 per 7 giorni, in 8 per 8 giorni e in 280 per 10 giorni). L’anno maggiormente colpito dalle sanzioni è stato il 2014, con 956 ore di multe e 412 giorni di sospensione, mentre il picco dei licenziamenti si è avuto nel 2015 con 11 provvedimenti. I dipendenti sanzionati si sono macchiati delle colpe più varie: anomalie, comportamenti non idonei, disservizi, furti, danni, assenze e sinistri. Una cura che ha avuto i suoi effetti: nel 2016 i procedimenti disciplinari avviati sono stati 341 contro i 624 del 2015.

