PALERMO – C’è anche la storia della presunta complicità di una guardia carceraria nei verbali di Giovanni Vitale. Attraverso il poliziotto penitenziario il neo pentito faceva avere del denaro ad un detenuto con cui aveva gestito il business dello stupefacente. “Sua moglie mi chiamava, (la moglie del detenuto ndr),- racconta ai pm – dice Tony compragli le scarpe, compragli il salmone, compragli.. veniva la guardia, gli davo 100 euro alla guardia”. E in cambio del favore l’agente penitenziario, in servizio all’Ucciardone, intascava del denaro.

