Processo per falso e abuso d'ufficio | Cateno De Luca in tribunale

Processo per falso e abuso d’ufficio | Cateno De Luca in tribunale

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Cateno De Luca
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Il deputato raggiunto da una nuova misura cautelare molto attivo sui social. Ecco cosa ha scritto

MESSINA – Il deputato Cateno De Luca è giunto, accompagnato dai carabinieri, nel tribunale di Messina per l’udienza del processo in cui è imputato per concussione, falso e abuso ufficio. L’imputato dovrebbe rendere dichiarazioni spontanee. Col parlamentare regionale del centrodestra vi sono la moglie, i suoi legali Carlo Taormina e Tommaso Micalizzi, e alcuni supporter politici. Il neo deputato regionale dell’Udc, arrestato ieri da carabinieri e guardia di finanza per evasione fiscale, sarà ascoltato nell’interrogatorio di garanzia sabato prossimo insieme a Carmelo Satta. A comunicarlo uno dei due avvocati di De Luca Tommaso Micalizzi. De Luca si trova al tribunale di Messina dove si sta svolgendo un’udienza relativa al cosiddetto “Sacco di Fiumedinisi” dov’è imputato.

Intanto, non sembra dare retta ai propri legali, che gli hanno consigliato di stare calmo in casa rispettando l’ordinanza di custodia cautelare, il deputato da ieri ai domiciliari per associazione per delinquere ed evasione fiscale. Dopo i post, subito dopo l’arresto, anche video, De luca ha messo sulla propria pagina Facebook il video del sit-in di solidarietà ieri sera sotto casa sua e anche le foto. “Grazie di cuore … per la splendida manifestazione di solidarietà… Mi avete veramente commosso. Si va avanti senza se e senza ma” scrive il deputato. E ancora: “Sono figlio del popolo … e sempre figlio del popolo rimarrò. ‘Cateno siamo con te senza se e senza ma’ ed io sarò sempre con voi senza se e senza ma …”. Cita anche Martin Luther King: “Un giorno la paura bussò alla porta. Il coraggio andò ad aprire e non trovò nessuno”. I commenti ai suoi post sono migliaia.

“Io non sono colpevole di concussione, come mi accusa la Procura, io sono vittima di estorsione da parte di chi mi ha denunciato, perché mi hanno proposto una transazione e un avvocato non fa una transazione senza che lo sappiano i suoi clienti”. Lo ha detto il neodeputato dell’Ars Cateno De Luca, arrestato ieri per evasione fiscale, durante le dichiarazioni spontanee nell’udienza del processo sul cosiddetto “sacco di Fiumedinisi” in cui è imputato per abuso d’ufficio e tentativo di concussione. “Loro – ha proseguito – avrebbero potuto denunciarmi prima, se erano così ambientalisti, bloccando il progetto, ma invece mi hanno denunciato solo dopo. Lo stesso ingegnere Sciacca, allora capo del Genio Civile, ha detto un mucchio di falsità, che dovrà spiegare. Io ho fatto una struttura che ha salvato Fiumedinisi dalle alluvioni e ho lavorato per lo sviluppo del mio paese”. “Non mi sono tirato indietro rispetto al processo per arrivare alla prescrizione – ha aggiunto – ma perché avevo bisogno di rispondere alle accuse mosse sulla base di incartamenti parziali e io dovevo difendermi. Sono stato accusato per aver lavorato bene sul territorio come a Santa Teresa, mentre qui a Messina non riescono a recepire nessun finanziamento e pensano solo alla via Don Blasco, mentre ci sono molte altre priorità di risanamento”.

(ANSA).

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