Brizzi e le molestie | Le accuse delle attrici

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In un servizio de "Le Iene" dieci attrici accusano il regista, che si difende. "Mai avuto rapporti con donne non consenzienti".

“Abbiamo iniziato a improvvisare delle scene e il contatto fisico diventava sempre maggiore. Quando non è riuscito a spogliarmi, ha cercato in tutti i modi di mettere la mia mano sul suo pene. Io opponevo resistenza, ma ero paralizzata”. È il racconto di una delle dieci attrici che ieri, a volto coperto, hanno raccontato a “Le Iene” di essere state molestate dal regista Fausto Brizzi. “Molestie sessuali – scrive l’autore del servizio, Dino Giarrusso – che si ripetono con un copione praticamente identico”, nonostante le dieci donne intervistate non si conoscano.

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Nelle testimonianze, la descrizione dello ”studio adibito a casa” dove le ragazze venivano invitate per i provini, i primi approcci, i tentativi di ”fare i massaggi”, le insistenze, ”il contatto fisico sempre maggiore” e poi ”i modi sempre più aggressivi”. Secondo alcuni racconti, il regista ”si è spogliato completamente nudo” e ha tentato approcci sempre più pesanti. Alcune raccontano di aver ”opposto resistenza”, un’altra dice di essere stata costretta a un rapporto sentendosi ”immobilizzata: non capivo più niente”. Oltre a testimoniare il ”disagio” per le violenze subite, le attrici ascoltate dalle Iene spiegano perché non hanno denunciato prima l’accaduto: ”Non ho avuto il coraggio di dirlo alla mia famiglia – rivela una di loro – l’ho detto solo a mia madre, ma ho pensato: se lui ci denuncia non abbiamo tutti questi soldi per pagare la causa”. Un’altra: ”Mi vergognavo come una ladra, avevo paura di non essere creduta”. Un’altra ancora: ”Alcuni addetti ai lavori mi hanno consigliato di non fare azioni legali”.

Il regista si è difeso con una nota diffusa dal suo legale difensore, Antonio Marino: “Ho appreso con grande sconcerto dagli articoli apparsi sulle pagine di alcuni quotidiani dell’esistenza di ipotetiche segnalazioni di molestie fatte da persone di cui non viene precisata l’identità. Posso solo affermare, con serenità e sin da ora, che mai e poi mai nella mia vita ho avuto rapporti non consenzienti o condivisi. Per questo, escludo categoricamente di aver conferito mandato legale per trattare il risarcimento del danno in favore di presunte vittime. Procederò, pertanto, in ogni opportuna sede nei confronti di chiunque abbia affermato e affermi il contrario. In via precauzionale, e per evitare strumentalizzazioni, ho sospeso tutte le mie attività lavorative ed imprenditoriali. Chiedo a tutti il massimo rispetto della privacy della mia famiglia e, in particolare, di mia moglie”.

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