CEFALU’ (PALERMO) – È stata la grave situazione di inquinamento ambientale a fare scattare il sequestro. Il Pubblico Ministero di Termini Imerese Giovanni Antoci ha deciso di mettere i sigilli all’impianto di sollevamento installato nella Piazza Marina di Cefalù.
Il provvedimento trae origine dalle numerose attività di osservazione e di monitoraggio effettuate dai poliziotti del Commissariato di polizia diretto da Manfredi Borsellino sul tratto di mare compreso tra Piazza Marina e via Vittorio Emanuele, sino al Lungomare Giuseppe Giardina della cittadina normanna. Nel provvedimento si legge che “è stata accertata una condizione di grave inquinamento ambientale dell’area marittima che si trova a ridosso del Molo di Cefalù cagionata dal continuo sversamento in mare di liquami fognari non trattati provenienti dalle vasche di raccolta e sollevamento del sistema fognario della città”.
Ed ancora “si è avuto modo di accertare la non occasionalità dell’illecito sversamento (che si protrarrebbe da quasi un mese)… e la conseguente compromissione… significativa della porzione di mare interessata dall’abusivo smaltimento degli scarichi fognari”. Lo sversamento dei liquami deriverebbe dal cattivo funzionamento di alcune pompe di sollevamento dell’impianto sotto sequestro.
Alle operazioni hanno preso parte tecnici dell’Arpa, che hanno provveduto al prelievo ed alla campionatura delle acque per le successive analisi tecniche.
L’ipotesi di reato per cui si procede, al momento a carico di ignoti, è quella inquinamento ambientale con conseguente deterioramento dell’ecosistema, della flora e della fauna marina, con l’aggravante che l’inquinamento ricade in un area sottoposta a speciali vincoli storici, paesaggistico-ambientali e naturalistico-archeologici come quella a ridosso delle mura megalitiche del centro storico di Cefalù e di uno dei tratti di mare più protetti e suggestivi della Sicilia occidentale. Dopo l’apposizione dei sigilli l’impianto è stato affidato all’amministrazione comunale.
La nota del sindaco di Cefalù. “La problematica del malfunzionamento dell’impianto di sollevamento di Piazza Marina, che ne ha determinato l’odierno sequestro da parte dell’Autorità Giudiziaria, si inquadra nella vicenda, ancora irrisolta, dell’affidamento del Servizio Idrico Integrato al “gestore unico”, la cui individuazione spetta per legge alla A.T.I. (Assemblea Territoriale Idrica) di Palermo, già diffidata dall’Assessorato Regionale Energia e, malgrado ciò, ancora inadempiente, per come rilevato dall’Autorità Nazionale per l’Energia Elettrica ed i Servizi Idrici, nella annuale relazione alle Camere, prodotta nel corrente mese di dicembre”. Lo dice in una nota il sindaco di Cefalù Lapunzina. “In base alla vigente normativa – continua il comunicato -, il Comune di Cefalù non è abilitato alla gestione diretta del servizio, né all’affidamento dello stesso a terzi. Tuttavia, proprio in ragione dell’accertato stato di non regolare funzionamento dell’impianto e della possibilità che potessero verificarsi condizioni di disagio ambientale con connessioni di natura igienico-sanitaria, in data 14 novembre u.s. è stata emanata, nei confronti di Ditta specializzata nel settore, apposita Ordinanza sindacale, volta alla “esecuzione delle opere urgenti finalizzate al ripristino della generali condizioni di funzionalità e di sicurezza igienico-sanitaria degli impianti della stazione di sollevamento di Piazza Marina. Le ragioni che non hanno consentito il pronto ripristino della funzionalità saranno oggetto di immediata verifica, in uno alla Ditta onerata dell’intervento ed al competente Servizio Manutenzioni”.
La replica della Città Metropolitana di Palermo. L’ATI gestione servizio idrico, in riferimento alle notizie pervenute sull’impianto di sollevamento in territorio di Cefalù, rileva che l’assemblea dell’ATI in riunione del 22 novembre scorso ha deliberato di restare in attesa di chiarimenti da parte del Governo Regionale, all’epoca in via di costituzione, e dell’Assessorato Regionale di riferimento, in relazione a leggi regionali succedutesi nel tempo. In atto sono centinaia i Comuni che continuano a gestire direttamente il servizio idrico integrato. Si apprende e si prende atto che il Comune di Cefalù, così come tutti gli altri Comuni, in qualità di gestore pro tempore, ha provveduto e sta provvedendo a quanto necessario.

