PALERMO – Torna libero il ginecologo Biagio Adile. Si trovava agli arresti domiciliari. Lo ha deciso il Tribunale presieduto dal giudice Lorenzo Matassa che ha accolto la richiesta del legale della difesa, l’avvocato Gioacchino Genchi.
Sono venute meno le esigenze cautelari visto che Adile è stato sospeso dall’incarico che ricopriva a Villa Sofia e ha fatto anche domanda per andare in pensione. Non facendo più il medico non può entrare in contatto né con la donna che lo ha denunciato per violenza sessuale né con altri pazienti.
Il processo è nato dalla denuncia di una tunisina di 28 anni, assistita dall’avvocato Michele Calantropo, che punta il dito contro il medico. La donna ha registrato un file video durante la violenza e lo ha consegnato agli inquirenti. Era arrivata in Italia da “clandestina” per farsi curare. Adile l’ha aiutata, ma poi l’avrebbe palpeggiata e costretta a un rapporto orale.
Quando la notizia è divenuta di pubblico dominio un’altra paziente, che oggi fa l’avvocato, ha deciso di parlarne con il procuratore aggiunto Ennio Petrigni e il sostituto Giorgia Righi. I difensori dell’imputato ritengono che un racconto volontariamente tenuto nascosto per tanti anni non sia credibile.

