PALERMO – Un proiettile vagante, almeno così racconta, ha rischiato di ammazzarlo. Lo ha colpito di striscio alla testa. Di più, però, Francesco Gelfo sostiene di non sapere.
Nulla aggiunge, complicando il lavoro degli agenti della Squadra mobile. Un lavoro che scava nella vita di Gelfo, noto agli investigatori per i suoi trascorsi di piccolo spacciatore per le strade dello Zen. La droga, però, potrebbe non entrarci nulla con l’episodio che lo ha avuto per protagonista.
Intorno alle tre di notte i poliziotti di una volante hanno visto una Toyota IQ sfrecciare ad alta velocità in piazza don Bosco. La macchina, con un buco sul portellone posteriore, era diretta all’ospedale Villa Sofia. Al voltante c’era I.G., 26 anni. Gelfo era seduto sul lato passeggero, sanguinante. Il colpo sarebbe stato esploso nei pressi di un locale di via Autonomia Siciliana.
Cosa è accaduto prima? I poliziotti della Mobile stanno ricostruendo la notte dei due giovani. Hanno scoperto che poco prima di giungere in ospedale il ferito era stato coinvolto in una discussione animata in un noto locale notturno. Gli agenti stanno sentendo alcuni testimoni per capire cosa abbia generato la discussione, provocando probabilmente la reazione a pistolettate. Gelfo, quando ha capito che le sue condizioni non erano gravi, si è fatto medicare ed ha firmato le dimissioni dal pronto soccorso.

