PALERMO – Torneranno i cavalli, ma dovranno convivere anche con piccoli concerti, attività culturali, aree per bambini e serate danzanti. Il Comune di Palermo prova a dare una nuova vita all’Ippodromo, la grande struttura finita alcuni mesi fa al centro delle cronache giudiziarie con la revoca della convenzione alla società che lo gestiva. Un terremoto che ha interrotto gare e attività e ha comportato lo sgombero della grande area che sorge alla Favorita.
Adesso Palazzo delle Aquile rompe gli indugi ed è pronto a inserire l’Ippodromo nel piano delle alienazioni e valorizzazioni: si tratta di quell’elenco, allegato annualmente al bilancio, in cui il Comune dice cosa vuole vendere o affidare ai privati per “valorizzare” per l’appunto i beni. L’iter è già partito e gli uffici stanno facendo i rilievi sul luogo, così da quantificare il valore della struttura e poter redigere il bando.
“Saremo pronti entro il 2018 – dice l’assessore al Patrimonio, Antonio Gentile –. I tecnici dell’Edilizia pubblica del Comune stanno svolgendo tutti gli accertamenti, confrontando la situazione originaria con quella attuale: non esistevano delle planimetrie precise e quindi ci stiamo attrezzando. Prima di poter emanare un bando, dobbiamo capire come stanno le cose, cosa c’è, cosa è stato fatto: una procedura che richiede un po’ di tempo, ma che è fondamentale per fare le cose bene e non avere problemi in futuro”.
L’Ippodromo oggi è ormai sgomberato, anche se il lavoro dei tecnici non è certo semplice: si tratta di un’area di quasi 300 mila metri quadrati che comprende anche zone verdi, uffici, scuderie e parcheggi, oltre a qualche tettoia in eternit che adesso andrà eliminata. Secondo le previsioni, il lavoro di ricognizione richiederà ancora un mese circa e poi, sulla base dei risultati, si potrà stabilire quanto vale il bene, quali lavori vanno fatti e, di conseguenza, quanto chiedere ai privati e per quanti anni. La struttura, inaugurata negli anni Cinquanta, finora ha fruttato al Comune un canone da 60.582,46 euro pagati ogni 12 mesi, anche se non è un mistero che l’amministrazione vorrebbe incassare qualcosa di più.
“Gli uffici ci hanno illustrato in commissione quale sarà il percorso – dice Tony Sala, capogruppo di Palermo 2022 e componente della commissione Patrimonio – Per il comune di Palermo è fondamentale usare al meglio i propri beni e metterli a frutto, a servizio della città. L’Ippodromo è una ricchezza che va adeguatamente sfruttata, per questo è importante inserirlo nel Piano delle alienazioni ed emanare il bando al più presto”.
Ma per rendere appetibile il bene, l’intenzione è di diversificarne anche la finalità. “Verificheremo se la destinazione urbanistica lo consente – spiega Gentile – Ma si sta pensando ad attività collaterali come l’ippoterapia, ci sono aree verdi che potrebbero ospitare i giochi per i bambini o attività culturali e ludiche come piccoli concerti”. L’obiettivo quindi non è quello di vendere, ma di valorizzare il bene affidandolo ai privati per un certo numero di anni, a un costo concordato.
“Bisogna anzitutto eliminare le parti in amianto presenti – dice Sala – ma trovo positivo il fatto che si voglia ampliare l’uso dell’Ippodromo per finalità collaterali, a beneficio anche di quei palermitani che non seguono le corse. Chiederemo all’assessore di tenerci costantemente informati sullo sviluppo del bando e ritengo necessario adottare misure analoghe anche per altri beni che ad oggi non sono adeguatamente valorizzati, come ad esempio l’ex Chimica Arenella”.

