Egregio Direttore,
con riferimento all’articolo apparso in data 2/11/2018 su LiveSicilia.it, dal titolo “Le scommesse targate Cosa nostra. Un elenco di sessantuno indagati”, in nome e per conto del mio assistito Antonino Lo Baido – salvo ed impregiudicato ogni diritto al giusto risarcimento del danno – si chiede la pubblicazione della seguente rettifica.
Il Sig. Antonino Lo Baido è indagato dalla Procura di Palermo, nell’ambito del procedimento oggetto dell’articolo, di essere un “concorrente esterno” alla mafia, e cioè di aver trattato con essa per ottenere benefici nell’esercizio della propria attività professionale di raccolta di scommesse.
Pertanto, risulta già dalla semplice lettura delle carte della Procura, e delle notizie di stampa pubblicate fin dall’esecuzione della misura cautelare, ormai più di sette mesi fa, che il Sig. Antonino Lo Baido non è in nessun modo qualificabile quale “boss”, come invece erroneamente ed ingiustamente riportato nel sottotitolo: “Sotto accusa Benedetto Bacchi, i boss Francesco Nania e Antonino Lo Baido, professionisti e titolari di agenzie”. La parola “boss”, come è noto, infatti, allude alla qualificata partecipazione all’associazione mafiosa nella qualità di capo, mentre, secondo la stessa accusa, contestata dall’indagato, egli non sarebbe né un partecipe né tanto meno uno dei “capi” (“boss”) dell’organizzazione mafiosa.
Così come errata e diffamatoria è l’affermazione contenuta nell’articolo, per cui “…i suoi big sponsor [di Bacchi: n.d.r.] sarebbero stati Francesco Nania e Antonino Lo Baido, nomi che contano a Partinico” : tale affermazione presuppone ed insinua che il Sig. Lo Baido sia un potente mafioso nella zona di Partinico, ma così non è, nemmeno nella ricostruzione accusatoria.
L’accusa è, invece, quella di avere costituito una società di fatto col Sig. Benedetto Bacchi, dedita alla gestione di siti di scommesse online, e di avere trattato con la mafia per ottenerne la benevolenza nell’apertura di centri di raccolta scommesse tra Palermo e provincia.
La difesa dimostrerà invece la liceità delle condotte del Sig. Lo Baido e la insussistenza di qualsiasi società di fatto col Sig.Bacchi, e quindi la sua totale estraneità alle accuse contestategli, ben diverse comunque da quelle pubblicate dal giornale da Lei diretto.
Avv. Antonio Ingroia

