LAMPEDUSA – Sono giunti a Lampedusa e sono già stati visitati nel Poliambulatorio dell’isola i 18 migranti, sei donne e sette bambini, evacuati dal veliero Alex di Mediterranea a causa delle loro condizioni di salute. Secondo le prime informazioni nessuno di loro presenterebbe problemi di particolare gravità. I profughi sono stati trasferiti in porto con una motovedetta della Guardia Costiera.
“Pronti a sbarcare a Malta le 54 persone salvate ieri in acque internazionali”, aveva annunciato in mattinata Alessandra Sciurba, portavoce di Mediterranea Saving Humans, a bordo della nave Alex. “È sufficiente che le Guardie Costiere maltese e italiana organizzino con le loro motovedette il trasferimento dalle acque di Lampedusa al porto de La Valletta”, ha aggiunto spiegando che “il veliero Alex non è in grado di navigare per oltre cento miglia”.
“A seguito di contatti tra i governi maltese e italiano – aveva annunciato il governo maltese – è stato deciso che Malta trasferirà 55 migranti, che sono stati salvati in mare al largo della Tunisia e che sono a bordo della nave Alex, a bordo di una nave delle forze armate di Malta e saranno accolti a Malta”. “Purtroppo non c’è nessuna nave delle forze armate in arrivo da Malta per trasbordare e prendersi in carico le 54 persone che sono a bordo del nostro veliero”. Lo afferma la portavoce di Mediterranea, Alessandra Sciurba. “Il nostro capo missione – prosegue – ha appena parlato con il Centro di coordinamento dei soccorsi di Roma il cui responsabile ha affermato che non c’è alcuna intenzione di organizzare il trasferimento con mezzi militari maltesi o italiani”.
La nave era arrivata alle 4 di questa mattina a 12 miglia da Lampedusa. Ma “un decreto dei Ministri di Interno, Difesa e Trasporti ci vieta l’ingresso”, ha spiegato la Ong. “Il decreto è illegittimo – scrive Mediterranea in un tweet – perché non può applicarsi a una nave che ha effettuato una operazione di soccorso a tutela della vita umana in mare. E perché non può essere vietato a una bandiera italiana ingresso nelle acque del proprio Paese”.
Il ministro dell’Interno Matteo Salvini, in un botta e risposta virtuale con la Ong aveva chiarito: “Se non si dirigeranno verso Malta, è chiaro che sarà l’ennesimo atto di disobbedienza, violenza e pirateria: io non mollo!”. “Incoscienti questi delle Ong che utilizzano una barca a vela per andare in Libia, prendere delle persone e venire in Italia”, afferma il vicepremier e ministro per lo Sviluppo economico, Luigi Di Maio. “Io credo che la questione della Mediterranea sia l’ennesima dimostrazione che ormai le Ong hanno trovato il loro palcoscenico”, aggiunge Di Maio

