PALERMO – C’è chi lo attende con trepidazione e chi vorrebbe non arrivasse mai, ma di fatto l’avvio della Ztl notturna non ha ancora una data. Il provvedimento della giunta Orlando sarebbe dovuto entrare in vigore il 6 dicembre ma, secondo le ultime indiscrezioni dal Comune di Palermo, arriverà con una settimana di ritardo. Alla base del rinvio ci sarebbe uno slittamento dell’incontro fra l’amministrazione e i titolari delle attività della zona, ora in programma il 9 dicembre alle 18,30 all’ex Real fonderia. Ma il prolungamento della Zona a traffico limitato anche nelle ore notturne divide la città fin dal suo primo annuncio: da una parte il promotore dell’iniziativa, l’assessore alla Mobilità Giusto Catania, che incontra il favore del sindaco e dei residenti; dall’altra le associazioni di categoria, che raccolgono i malumori di diversi commercianti sul piede di guerra.
Il primo banco di prova della Ztl notturna sarebbe la sperimentazione durante il ‘solo’ weekend, ma ancora non c’è chiarezza su limitazioni, fasce orarie o eventuali potenziamenti delle linee degli autobus. Una delle cause del rinvio di una settimana (verosimilmente al 13 dicembre, primo venerdì utile) sarebbe proprio l’incompletezza del provvedimento: questo avrebbe portato il presidente del Consiglio comunale, Salvatore Orlando, a chiedere un parere al segretario generale in merito alla mancanza di dati a supporto. In ogni caso le frizioni tra i banchi del consiglio non sembrano frenare Leoluca Orlando, che ha paventato l’opzione di istituire personalmente la Ztl notturna con un’ordinanza sindacale.
“La limitazione del traffico veicolare nelle ore notturne è una necessità della città”, aveva commentato il gruppo consiliare di Sinistra Comune, parlando di “un’esigenza rappresentata da residenti e molti commercianti che contribuirà a qualificare la vita notturna di Palermo. A maggior ragione se la necessità di limitare le automobili di notte è stata rappresentata anche dal prefetto a seguito delle riunioni del Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza. Se qualcuno continua a pensare che solo le automobili facciano bene al commercio e le vuole riportare su via Maqueda e sul Cassaro abbia il coraggio di dirlo esplicitamente, senza trincerarsi dietro cavilli o interpretazioni fantasiose delle leggi”. Una visione condivisa da Massimo Castiglia, presidente della I Circoscrizione di Palermo e ‘voce’ dei residenti: “Abbiamo certezza che ci sarà un riscontro positivo alla proposta della Giunta di sperimentare la Ztl. È un’esigenza del territorio che potrà favorire un patto di collaborazione tra residenti e operatori economici, nell’ottica di favorire la vivibilità del Centro storico”.
Sul fronte del “no” i toni sono diametralmente opposti. Il presidente della V Circoscrizione, Fabio Teresi, definisce il provvedimento “una delibera classista. Palermo – aggiunge – è vissuta soprattutto da persone che arrivano dalle periferie. È impensabile che un ragazzo che vuole uscire con gli amici debba pagare 5 euro. È assolutamente un’operazione classista che rischia di emarginare le periferie solo per accontentare le richieste di qualcuno nel centro storico”. Teresi sostiene che le esigenze dei palermitani siano altre: “Questa città non può continuare a essere arretrata sul fronte car sharing, ma iniziare a pensare anche a progetti che ne assecondino l’utilizzo. Ma iniziamo a pensare anche al piano parcheggi un’altra priorità assoluta”.
“Così facendo la movida si sposterà in zone più accessibili. E a quel punto saranno chiuse altre aree?”, si chiede Francesca Costa, presidente di Confesercenti Palermo, che aggiunge: “Si va incontro a una desertificazione già gravemente avviata dalla Ztl diurna. Ricordiamo che molte aree del Centro storico sono rinate e sono finalmente diventate più sicure grazie alla presenza dei locali e, di conseguenza, degli utenti. Bisogna far rispettare le leggi e le regole già esistenti, senza mettere in ulteriore difficoltà chi fa impresa in questa città”.
“Ci saremmo aspettati un preventivo coinvolgimento – dice Patrizia Di Dio, presidente di Confcommercio Palermo – che non è una cortesia ma un atto dovuto per un’amministrazione che, così come ancora riteniamo, vuole portare avanti criteri democratici, ancor di più davanti a provvedimenti così nevralgici. Noi guardiamo sempre con fiducia al futuro – continua – e non ci rassegniamo ad accettare una città che vediamo involuta nella qualità dei servizi dovuti e nei comportamenti. E a proposito di futuro: la vera rivoluzione passa spesso dalla soluzione dei semplici problemi dei cittadini. È troppo avveniristico per una città con ‘visione europea’ poter acquistare on line o attraverso un’app un semplice pass per la Ztl?”.
La denuncia più recente arriva dal presidente di Assoimpresa, Mario Attinasi: “La Ztl notturna rischia di rappresentare il colpo di grazia per le attività commerciali del centro storico di Palermo, già messe alla prova dalla mancanza di parcheggi, dall’abusivismo dilagante e da un trasporto pubblico inefficiente. Il Comune ha deciso di procedere senza alcun confronto con le associazioni di categoria e con chi vive e lavora sul territorio, le legittime esigenze di sicurezza non si risolvono con l’ennesima mazzata alle aziende, specie in un momento in cui si sta provando con grande fatica a rilanciare via Roma. Siamo pronti a difendere le imprese con ogni mezzo – conclude –. Il prefetto non ha chiesto la Ztl notturna, semmai interventi di ordine pubblico e noi siamo pronti a fare la nostra parte con un codice etico che faccia rispettare a tutti le regole”.

