Luoghi abbandonati all'Antico corso |La protesta del centro sociale

Luoghi abbandonati all’Antico corso |La protesta del centro sociale

Luoghi abbandonati all’Antico corso |La protesta del centro sociale

La scuola Diaz-Manzoni e l'ospedale Vittorio Emanuele nel mirino dei manifestanti.

CATANIA – “Oggi 2 settembre il Centro Sociale Liotru denuncia la cattiva amministrazione dei sindaco Enzo Bianco affiggendo degli striscioni in due punti fondamentali per il quartiere Antico Corso che sono stati dimenticati dall’amministrazione. I due luoghi simbolo che ben rappresentano il silenzio dell’amministrazione in merito ai reali bisogni del quartiere sono l’istituto Diaz-Manzoni e l’ospedale Vittorio Emanuele.

La scuola Diaz-Manzoni cade letteralmente a pezzi. L’istituto è stato dimenticato lasciando un vuoto incolmabile in termini di presidi educativi. Nessuna alternativa viene offerta alle famiglie ed ai bambini del quartiere Antico Corso, costretti ad allontanarsi dal proprio quartiere per andare a scuola o a frequentare una struttura che versa palesemente in stato di degrado. Questo è motlo grave se si pensa che la dispersione scolastica a Catania il numero dei bambini soggetti a dispersione soclastica supera i 10.000.

Anche le vicende che riguardano l’ospedale Vittorio Emanuele condannano l’amministrazione. A fronte di un progressivo smantellamento dei presidi sanitari nel quartiere popolare Antico Corso, il destino del Vittorio Emanuele appare quantomai nebuloso e le decisioni poco trasparenti e sempre più lontane dagli abitanti. Sia nel caso Diaz-Manzoni che nel caso dell’ospedale Vittorio Emanuele si tratta di una totale assenza di progettualità sul quartiere popolare Antico Corso e di un processo di tagli continui ai servizi offerti a tutta la popolazione.

L’amministrazione Bianco sembra troppo impegnata a rinchiudersi dentro la Villa Bellini in occasione della Festa del Partito Democratico piuttosto che pensare alle necessità dei catanesi. Contro tutte le passerelle di Bianco e del Partito Democratico, Catania esprime esigenze e bisogni, Catania non può più stare in silenzio”.

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