"Stabilità ai giovani e |flessibilità agli anziani"

“Stabilità ai giovani e |flessibilità agli anziani”

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Carmelo Barbagallo, oggi a Catania per il convegno dell'organizzazione sindacale su “Il Pensionato che vorrei". Nel teatro “L'Istrione”, in via Federico De Roberto, il leader della Uil ha affermato: "Non tutti i lavori sono uguali e, dunque, non tutti possono andare in pensione alla stessa età".

Il segretario Uil a Catania
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CATANIA – “Bisogna dare stabilità ai giovani e flessibilità agli anziani”. Lo ha affermato il segretario nazionale della Uil, Carmelo Barbagallo, oggi a Catania per il convegno dell’organizzazione sindacale su “Il Pensionato che vorrei”. Nel teatro “L’Istrione”, in via Federico De Roberto, il leader della Uil ha affermato: “Non tutti i lavori sono uguali e, dunque, non tutti possono andare in pensione alla stessa età. Ecco perché occorre intervenire per rendere più flessibile un sistema la cui rigidità ha generato storture, a volte clamorose, come quella degli esodati. Riteniamo che questa flessibilità possa anche agevolare l’introduzione della staffetta generazionale per consentire a tanti giovani di entrare nel mondo del lavoro”. “E’ stato un errore – ha precisato Barbagallo – impegnare i giovani nei lavori socialmente utili che, spesso, si sono trasformati, per loro, in una condizione di precarietà. I lavori socialmente utili, invece, devono essere attribuiti a quei pensionati che, uscendo prima dai processi produttivi, possono arrotondare la loro magra pensione svolgendo tali attività e possono continuare a essere persone attive e produttive”.

All’iniziativa, promossa dalla segretaria provinciale della UilPensionati Enza Meli, hanno preso parte anche il segretario nazionale UilP Romano Bellissima, il presidente nazionale dell’Ital Gilberto De Santis, i segretari regionali Uil e UilP Claudio Barone e Nino Toscano, il segretario della Uil di Catania Fortunato Parisi. Per Romano Bellissima, sono “preoccupanti le scelte di questo Governo che continua a trasferire risorse dal mondo del lavoro alle imprese e alle banche”. E ancora: “Noi pensiamo che si possa salvare l’economia del Paese anche rivalutando le pensioni e mantenendo inalterato, nel tempo, il loro potere d’acquisto. Bisogna tutelare i più deboli e, in particolare, i non autosufficienti. Si tratta di 3 milioni di persone le cui

 

famiglie vivono una condizione di grande problematicità e, talvolta, di disperazione che devono essere aiutate ad affrontare questa difficile realtà”. “Purtroppo – ha concluso Bellissima – quando non si rinnovano i contratti di lavoro, quando non si tutelano i pensionati, quando si fanno riforme come la Fornero che taglia 80 miliardi alle future pensioni, di fatto, si sta indebolendo una parte della popolazione e non si sta facendo un’operazione di equità e giustizia”.

 

Fortunato Parisi ha parlato della condizione degli anziani in terra d’Etna: “A Catania, capitale della crisi economica, i pensionati rappresentano sempre più per centinaia di famiglie un salvagente sociale. A loro dobbiamo il nostro impegno, le nostre battaglie. Innanzitutto, quella per la restituzione del maltolto dai loro assegni mensili. Ai pensionati, pero’, dobbiamo anche una massiccia mobilitazione sulla vertenza Sanità. Sono loro, infatti, che scontano più di altri le carenze, le ingiustizie, del nostro sistema che non assicura a tutti pari trattamento ospedaliero e nei servizi sanitari di base, oltre a negare farmaci e prestazioni essenziali. Tanti, troppi anziani a Catania come altrove rinunciano a curarsi, semplicemente perché non hanno i mezzi per farlo: e’ uno scandalo che non possiamo più tollerare!”. Enza Meli, infine, ha esclamato: “Vorrei un pensionato che arriva a fine mese senza rinunciare ai beni primari, quali i farmaci e il riscaldamento. Noi, però, vogliamo anche chiederci se siamo il sindacato che i pensionati vorrebbero. Da circa un anno e mezzo, stiamo ponendo questo quesito ai nostri iscritti e la risposta è incoraggiante perché con Carmelo Barbagallo la Uil ha riscoperto la lotta e le proprie radici”.

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