CATANIA – Il giorno dopo gli attentati di Parigi il ministro dell’Interno Alfano ha disposto l’innalzamento a livello 2 per la sicurezza nel settore dell’aviazione civile. Dal 14 novembre, dunque, a Fontanarossa sono stati potenziati alcune percentuali di controllo ai viaggiatori e passeggeri. Si è passati – ad esempio – dal 10% al 20% di ispezioni approfondite sui passeggeri che dai terminal passano all’area sterile dell’aeroporto attraverso i varchi. Questo significa perquisizione personale, bagaglio a mano aperto e visionato (anche dopo il passaggio al metal detector) e controllo sulle scarpe. Lavoro gestito dalle guardie giurate della Sac Service con la supervisione della Polizia di Frontiera.
Inoltre sono stati aumentati i controlli a campione dei voli Shengen (zona di libero scambio). Le tratte maggiormente nel mirino della Polaria in questo momento sono quelle per la Francia (conseguenza degli attentati terroristici di Parigi) e dell’isola di Malta. Catania – Malta è un volo sottoposto a una particolare attenzione.
Proprio ieri sono stati arrestati in flagranza due cittadini maliani diretti all’aeroporto de La Valletta che avevano dei permessi di soggiorno falsi. I documenti invece erano regolari: passaporto originale e carta d’identità valida. A insospettire i poliziotti è stato il colore della carta del permesso di soggiorno: una volta sottoposto al controllo è stato scoperto che si trattava di un documento falso. Non sono gli unici arresti di questo tipo effettuati dagli agenti della Polizia di Frontiera questo mese: l’11 novembre le manette sono scattate ai polsi di un albanese con carta d’identità italiana falsa che tentava di raggiungere l’Inghilterra, mentre il 2 novembre è stato arrestato un siriano con documento d’identità rumeno falso che – anche lui – stava per imbarcarsi in un volo per Malta.
Le direttive imposte dall’innalzamento del livello di sicurezza sono state discusse in seno al CSA, Comitato di Sicurezza Aeroportuale che in questi giorni si è riunito in diverse occasioni vista l’allerta terrorismo in atto in tutta Europa per discutere dei protocolli di Safety e Security da adottare. Alle riunioni operative dell’organo consultivo partecipano in pianta stabile Enac, Polizia di Frontiera, Carabinieri e Guardia di Finanza.
Uno degli argomenti di uno dei Csa della settimana appena trascorsa è stato il caso della scritta “Allah sei grande” trovata scritta su un aereo. Una vicenda scoppiata anche sui media che però hanno riportato la notizia con molte inesattezze. Intanto già mercoledì la situazione era nettamente sgonfiata, perchè dagli accertamenti effettuati si è compreso che la scritta era stata apposta anni or sono in qualche aeroporto del Nord Africa.
Partiamo dall’inizio: un agente della Polizia di Frontiera viene a conoscenza martedì mattina che tra domenica sera e lunedì un comandante di un aereo Easyjet (e non Alitalia come riportato dalla stampa) Catania – Parigi – Catania aveva fatto una segnalazione all’aeroporto parigino e quello italiano di aver notato nel quadro che controlla i livelli di gasolio, posto sotto l’ala dell’aeromobile, una scritta in arabo poi tradotta in “Allah sei grande”. Una notazione che viene fatta vista la situazione di allarme diffuso, altrimenti sarebbe stata ignorata. A questo punto scattano i controlli su tutti gli aeromobili presenti a Fontanarossa e con queste scritte ne vengono trovati almeno 7 tra Easyjet e Alitalia (nessun Ryanair). Durante i controlli ad un aereo Alitalia: il pilota riceve ordini da Roma di sbarcare i passeggeri e per questo si accumula un ritardo di due ore e trenta. La frase è scritta – nella maggior parte dei casi – con un pennarello nero e in luoghi nascosti dell’aeromobile e risalirebbero – come detto – a diversi anni fa. Non sarebbero recenti e non sarebbero stati realizzati nell’aeroporto catanese ma in altri scali. La notizia non è stata sottovalutata dalla Forze di Polizia che hanno avviato i controlli dovuti e inviato anche una relazione precisa alle autorità competenti e alla Procura etnea.
Su disposizione del Questore Marcello Cardona, inoltre, nei terminal e nei parcheggi di sosta breve in zona arrivi e partenza, è stato aumentato il numero delle pattuglie di polizia di frontiera che operano a piedi.

