CATANIA. Il teatro Stabile tenta di tornare alla normalità. Quest’oggi si è parlato di teatro nel corso della conferenza stampa di presentazione della stagione teatrale 2015/2016 in scena nelle sale Verga e al Musco. Un incontro avvenuto con ritardo rispetto alla consuetudine degli altri anni. Ma la premessa fatta da parte dei vertici del Cda è stata inevitabile considerato il periodo difficile attraversato dall’ente e delle polemiche infuocate che hanno riguardato la gestione. “La presentazione – ha detto il presidente del Cda Nino Milazzo – della nuova programmazione quest’anno sta avvenendo con estremo ritardo per via di una vicenda burocratica e finanziaria che ci ha visto impegnati da vicino”. Nei due cartelloni spiccano “La pazza della porta accanto”, al Verga, una novità firmata da Claudio Fava ispirata alla poetessa Alda Merini per la regia di Alessandro Gassman con Anna Foglietta; mentre al Musco “L’isola del teatro” , diretto e interpretato da Vincenzo Pirrotta, quest’ultima una coproduzione dello Stabile.
Ma l’avvio della programmazione non è stata semplice. “E’ stato un momento molto complicato, – prosegue Milazzo – per superarlo abbiamo dovuto compiere grossi sforzi. La battaglia per l’approvazione dei bilanci si è scontrata con tutta una serie d’intercettazioni burocratiche non sempre semplici. Sono stati tavoli molto complicati, ma non volevamo presentare la stagione teatrale con il peso delle incertezze sul passato. I problemi non sono finiti, rimane la precarietà economica che mi preoccupa”. A questo si sono aggiunti i feroci tagli disposti dalla Regione, i quali hanno ulteriormente penalizzato i teatri. “Visto la grave – continua – crisi economica l’impegno delle istituzioni appare fondamentale per garantire la vita artistica dello Stabile e l’occupazione dei lavoratori. Senza cultura non può esserci libertà. Dal nostro canto stiamo facendo un enorme sforzo per rendere questo teatro degno del suo glorioso passato. Figure come Turi Ferro e Mario Giusti hanno brillato nel firmamento della scena italiana, dando prestigio allo Stabile, un teatro che i catanesi amano tanto. Ma il passato non può essere cristallizzato, occorre saper superare determinati schemi e guardare a nuovi orizzonti. Questa è la nostra nuova linea editoriale”.
Presente assieme a Milazzo quest’oggi al teatro Musco il direttore Giuseppe Dipasquale, il quale ha illustrato nel dettaglio le produzioni in programma nelle sale Verga e Musco. Il lancio della nuova stagione è segnata dal hashtag “Fatti non foste a viver come Bruti”, l’ammonimento dantesco che Ulisse eleva dal girone dei fraudolenti. “Abbiamo scelto questo – ha detto – forte messaggio culturale per targare la nuova stagione. E’ rivolto a quanti capiscono e a quanti non capiscono che il destino proprio dell’uomo è tutto in quel “seguire virtute e canoscenza”. Il teatro vive questi tempi e non il museo dei tempi: questi ultimi cambiano con le loro contraddizioni. Il teatro è lo specchio della natura, riflette quello che accade con la sua contraddittorietà. Ma è anche un veicolo primario di cultura, sapere virtuoso confronto. Un ruolo che la società e la politica dovrebbero avere ben chiaro, evitando di considerare la cultura come l’ultima voce dell’economia – conclude”.
Le nuove produzioni in scena al Verga prevedono 11 spettacoli di cui 5 prodotti o coprodotti dallo Stabile. Alcune le regie firmate dal direttore del teatro Stabile Giuseppe Dipasquale, fra cui “L’uomo la bestia e la virtù”, di Luigi Pirandello che pone al centro il tema della “bestialità umana” in chiave grottesca; “Oresteaeschikea”, che verrà allestita con due diverse programmazioni: “Agamennone” e “Coefore/Eumenidi” per la regia di Luca De Fusco con gli attori Mariano Rigillo, Elisabetta Pozzi, Angela Pagano. “La cagnotte” diretta da Walter Pagliaro con Pippo Pattavina, Valeria Contadino e Margherita Mignemi. E ancora la commedia “Scandalo” di Arthur Schnitzler. La regia è di Franco Però con Stefania Rocca e Franco Castellano. Tra gli spettacoli più attesi per la nuova stagione al Verga “Re Lear” con Mariano Rigillo, per la regia del direttore Giuseppe Dipasquale.
Il cartellone della sala Musco prevede tre nuovi produzioni e una ripresa dello spettacolo “Terra Matta”, che mette in scena l’autobiografia di Vincenzo Rabito, per la regia di Vincenzo Pirrotta. Brevemente per citare qualche spettacolo: il tema drammatico della migrazione nel mar Mediterraneo sarà al il tema di “Gli uomini mangiano i pesci” di Anna Vinci e Giovanna Casadio per la regia di Ivan Stefanutti con Lucia Sardo e Simonetta Cartia. In programma anche i monologhi nel dittico “Grigio Parigino”, diretto dal regista Gianni Sciuto e interpretati dalla moglie Nellina Laganà. In scena anche l’ “Amleto”, di William Shakespeare per la regia di Ninni Bruschetta. Sulla figura dell’indimenticata interprete di “Divorzio all’italiana” di Germi è incentrata la novità assoluta “Sabbie mobili” dello scrittore e giornalista catanese Mimmo Trischitta per la regia di Massimiliano Perrotta con l’attrice Guia Jelo nel ruolo di protagonista. Infine “Casa di bambola”, per la regia di Maurizio Scaparro con gli attori Vittorio Viviani e Valeria Contadino.

